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Elisa* intervista Emma Fassio


Questo post inaugura una serie di interviste alle nostre “maestre”, le donne creative e sapienti che durante i corsi di The Wool School ci aiuteranno ad approfondire la conoscenza del filo di lana. Iniziamo con Emma Fassio, knit-designer entusiasta e infaticabile.

Benvenuta, Emma. Facciamo un salto indietro nel tempo: raccontaci il primo ricordo legato al lavoro a maglia, la prima emozione da cui è nata la tua grande passione.

I primi ricordi relativi alla maglia sono legati a mia madre: ero piccola e adoravo guardare i ferri e i fili che s’intrecciavano per creare quelle trame speciali che amavo così tanto indossare. Seduta accanto a lei in salotto, la testa appoggiata sulla sua spalla, passavo ore a osservare i suoi movimenti: era una coccola speciale. Poi un giorno, all’età di sei anni, le ho chiesto di insegnarmi ad avviare delle maglie e non mi sono più fermata.

Hai diverse radici alle spalle: italiane, svedesi e americane. Che impronta hanno dato queste culture al tuo lavoro creativo?

Sono tutte molto importanti, in modi diversi e con sfumature che a volte si sovrappongono: tutte e tre mi hanno formato, sia come persona sia come creativa. Vita e creatività per me sono indissolubili e sono nota magica e fonte d’ispirazione l’una per l’altra. Sono figlia di diverse culture e mi piace pensare di poter cogliere gli aspetti positivi di ciascuna di esse, assimilandone le tradizioni relative alla lana e al lavoro a maglia.

Hai una curiosa passione per lo scialle, un capo che rimanda a suggestioni antiche…

Lo scialle per me rappresenta una coccola, l’abbraccio e il legame storico con il passato. Le donne anticamente lo indossavano per riscaldarsi, ma anche per contraddistinguere alcuni momenti della giornata o determinati eventi sociali (una nascita, un matrimonio, un funerale: ogni occasione aveva i propri colori e disegni). Nella grande letteratura dell’Ottocento e nelle sue rappresentazioni iconografiche troviamo descrizioni toccanti e immagini che colpiscono per l’abilità e la manualità. Esistono meravigliose leggende sulla nascita della lavorazione degli scialli, legati a fate e sirene, che sono state tramandate per secoli fino ai giorni nostri.

Te ne ricordi qualcuna?

Si, una in particolare che arriva dal Nord, dalle mie radici svedesi. Racconta delle donne di un’isola nordica che guardavano le sirene uscire dal mare avvolte di bruma e ammaliare i loro uomini. Per cercare di imitare quel loro “vestito” affascinante, le donne iniziarono a creare con la lana qualcosa che potesse rivestirle dello stesso fascino di quelle meravigliose creature marine.

Hai partecipato alle iniziative di Cuore di Maglia e Unite contro il cancro: come vi siete conosciute?

Ci siamo incontrate grazie alla passione per la maglia e i filati. Oggi internet, i blog e le diverse community online legate alla maglia e non solo, sono fonte di amicizie che possono consolidarsi nella realtà e da cui nascono collaborazioni importanti e speciali. In particolare Cuore di Maglia è un’associazione di volontarie che si occupa di realizzare e portare nei reparti di terapia intensiva neonatale degli ospedali italiani coperte, cappellini, vestitini fatti ai ferri per i nati prematuri. I manufatti vengono donati alle famiglie come segno di vicinanza e condivisione di un momento difficile e delicato. Unite contro il Cancro nasce invece per sensibilizzare le donne sull’importanza della ricerca e della prevenzione delle malattie tumorali femminili, per anticipare ed evitare, dove possibile, la degenerazione o gli esiti fatali delle stesse. In questo momento l’associazione sta lavorando a un libro di schemi di maglia, realizzato dalle tantissime donne che hanno aderito con entusiasmo al progetto inviando le loro creazioni. Credo che la partecipazione sociale sia un gesto che dà senso all’esistenza. Regalare un sorriso, una testimonianza di vicinanza e presenza, è un momento magico, per chi riceve e per chi dà.

Hai un blog, sei una designer di Ravelry nonché autrice e coautrice di libri, tieni diversi corsi…. da dove nasce questo desiderio di condivisione?

Dalla passione per la maglia, per i filati e per i modelli. Come dicevo, la rete offre davvero infinite possibilità a chi desidera condividere una passione.

Parliamo dei corsi che proporrai a The Wool School: sono incentrati su argomenti particolari e molto specifici. Come mai la scelta di questi temi e per chi sono pensati?

I corsi che terrò per The Wool Box sono due: uno dedicato agli scialli (il 22 ottobre) e uno sui cardigan (il 3 dicembre). Entrambi prevedono la lettura e la scrittura degli schemi. Insegnerò a capire la struttura fondamentale del capo che stiamo lavorando (per esempio, per lo scialle, la struttura può essere circolare o triangolare), che ci consentirà non solo di creare e scrivere nuovi schemi ma, partendo da uno schema dato, ci permetterà di personalizzare il modello che stiamo creando, adattandolo al nostro corpo e alla nostra fisionomia, diversa per ognuno. Credo che, insieme al lavoro a maglia vero e proprio, la capacità di personalizzare i capi in corso d’opera sia fonte di grande soddisfazione.

C’è un messaggio o un’idea che ti piacerebbe trasmettere tra i “fili” di questo corso?

Indossare un capo realizzato con le proprie mani e adattato alle proprie forme fisiche è una sensazione indescrivibile: la consapevolezza di essere riusciti a fare da soli quelle modifiche o di aver disegnato e scritto le istruzioni per ottenere quel capo è un’emozione unica e impagabile. Sono convinta che tutti siano in grado di farlo e sono pronta a insegnarlo a chi parteciperà ai corsi.

Prima di salutarti, un’ultima domanda “fuori schema”: c’’è un libro che ti è piaciuto particolarmente e che ci consiglieresti?

Sicuramente “Dieci donne” di Marcela Serrano. Lo sto leggendo in questo periodo e non l’ho ancora finito. Racconta di dieci donne, anzi nove più una, tutte diverse per età, estrazione sociale, personalità, esperienza di vita, ma accomunate da un unico fil rouge che è proprio la femminilità. Credo davvero che, per quanto possa essere diverso il vissuto di ogni donna, il loro cuore sia lo stesso, in ogni tempo e in ogni luogo, e unica sia la nota della loro anima femminile.

Valentina: un’ape operosa tra i fili di lana

3 ottobre 2011

Oggi si imbianca! Dobbiamo rendere accogliente la zona dell’ingresso riservata all’esposizione del Wools of Europe. Io avrei preferito un colore diverso dal bianco, e una consulenza esterna ci aveva anche consigliato il grigio, magari chiaro per non togliere troppa luce, ma sarà il signor L. a decidere, anche in base al tempo a disposizione. L’incontro di sabato con la cavalla (si chiama Piccola) è stato più triste che deludente. Quando sono arrivata alla stalla con il proprietario abbiamo avuto una brutta sorpresa: si era azzoppata in chissà che modo… Mi ha fatto talmente tanta pena vederla arrancare in giro per la stalla cercando di non appoggiare il peso sull’arto dolente, che me ne sono dovuta andare, e sono rimasta di umore tetro per tutta la giornata.

V.

4 ottobre 2011

Non ho resistito. Oggi nella pausa pranzo L. mi ha accompagnato da Piccola. Sembra che stia un po’ meglio di sabato, ma appoggia ancora poco il piede. Sono perseguitata dalla sfortuna. L’amico che mi ha parlato di questo animale ne ha preso uno anche lui, un maremmano nero, e mi ha proposto di provarlo. Ma – guarda un po’ – la testiera era troppo piccola per il suo testone e non siamo riusciti a farci passare le orecchie, e così di nuovo nulla di fatto! Mi tocca aspettare che trovi delle redini adatte, oppure che Piccola si rimetta (e non so chi dei due ci metterà più tempo). Nel pomeriggio abbiamo finito di imbiancare e, dopo aver pulito tutto e raccolto le coperte e la spazzatura, non mi rimaneva nemmeno più la forza di sospirare. Ma è venuto davvero bene, e siamo perfettamente nei tempi. Sabato sarà emozionante, non vedo l’ora!

V.

5 ottobre 2011

Ho ripreso il lavoro “d’ufficio”, con il sito e tutto il resto. Sono arrivati per posta due nuovi pattern, belli e relativamente alla portata di tutti, e ora sono pronti sul sito. Dopodiché mi sono dedicata all’interminabile ma indispensabile compito dell’etichettatura. L. preparava le etichette e io le mandavo in stampa. Poi è arrivato il momento di abbinarle ai vari prodotti, ed è stato il panico: quale diavolo era la “sciarpa melange trama chiara”? E dove ho visto la differenza tra “trama grigio chiaro” e “trama grigio scuro”? Dopo un po’ per fortuna abbiamo iniziato a capirci qualcosa e siamo andate avanti più spedite. Meno male, perché iniziavo a pensare che saremmo state sepolte dalle sciarpe!

V.

6 ottobre 2011

Brutta notizia: i prezzi delle sciarpe non erano quelli che abbiamo usato, ma quelli segnati sul sito (non mi ero nemmeno accorta fossero diversi… mi sa che ho bisogno di un cervello nuovo). Risultato? Rifare il lavoro. Stamattina oltretutto L. non c’era, e mi sono sorbita le operazioni di prepara-stampa-attacca tutte da sola… Fortuna che avevo portato con me il lettore Mp3. Alla fine conoscevo i prodotti quasi a memoria, e in un’ora avevo già terminato tutto il lavoro. Stasera andrò al compleanno di un’amica, pizza e torta… addio dieta! Ma dopo questa sfacchinata direi che me lo sono meritato. Sabato è sempre più vicino, e si sente nell’aria la tensione dell’attesa che c’è sempre all’inaugurazione di un evento. È emozionante.

V.

7 ottobre 2011

Oggi non ho visto L. per tutto il giorno. È stata spedita a organizzare la nostra postazione nell’esposizione Wools of Europe, mentre io sono rimasta al solito posto, tra sito, etichette (no, non le sciarpe per fortuna), Wool Boxes, pattern e gente che intanto mi portava via i tavoli da sotto le mani, per portarli nella sede dell’esposizione. Alla fine mi sono ritrovata da sola in un salone completamente vuoto tranne che per le nostre scrivanie e i computer, a montare le scatole in piedi, usando come tavolo l’ultimo mobile rimasto. Per tutto il giorno ho cercato di tenermi in movimento, perché tira un vento freddo che congela le ossa, e nonostante il cielo limpido e il sole, ho avuto parecchio freddo. Si sta avvicinando l’inverno. E con l’inverno arriva il Natale. E con lui i miei regalini, che sono ormai diventati quattro, e sono sempre più complessi: ho imparato a fare le trecce!

V.

Una cavalla per Valentina


26 settembre 2011

Il Cincin Knitting al Solletico Cafè è stato un successo! Ho portato con me una mia amica, che anche se non lavora a maglia ma a uncinetto si è divertita tantissimo. Abbiamo mangiato un sacco di pietanzine biologiche saporitissime e io ho imparato un nuovo punto a maglia, che ho intenzione di utilizzare al più presto: sto lavorando su alcune idee per i regali di Natale, e mi servono nuovi spunti. Per fortuna L. è sempre disponibile, e con la sua esperienza mi aiuta ogni volta!

V.

27 settembre 2011

A L. spesso fanno male i talloni e qualche anima malvagia le ha raccontato che facendo applicazioni con la lana sucida il dolore dovrebbe diminuire. Così ora se ne va in giro con la lana moretta che le spunta dalle caviglie, e dice di volersela infilare nelle calze stanotte. Povero suo marito… Ecco cosa mi piace di questo lavoro: tra noi non ce n’è uno che sia normale!

V.

28 settembre 2011

Oggi ho finito di caricare le immagini sul sito, complete di descrizioni e prezzi. Presto, anzi prestissimo, sarà operativo. Non vedo l’ora!

V.

30 settembre 2011

Oggi ho aiutato una collega a creare il manifesto per Wools of Europe, che ospiteremo proprio qui da noi a partire dall’11 ottobre. Mi ha portato via un po’ di tempo, ma mi piace molto pasticciare con i programmi di grafica. In più sono su di giri, perché domani andrò a “conoscere” una cavalla. Il proprietario ha bisogno di qualcuno che la porti un po’ a spasso, e io cerco da sempre un’occasione del genere… Speriamo bene.

V.

Non solo Cheese

Per qualche ora ci siamo sentiti come pesci fuor d’acqua – noi, lanieri, in mezzo ai produttori di rarità casearie – ma man mano che i 17.000 visitatori del Cheese sfilavano davanti al nostro stand apprezzando i prodotti esposti, ci siamo convinti che le ragioni che ci avevano guidati a Bra erano più che valide, così come le perfette assonanze con lo spirito slow della manifestazione.

A dire il vero le condizioni c’erano tutte: completa tracciabilità del prodotto, lavorazioni a chilometro zero, filiera etica e valoriale… Superato lo smarrimento iniziale, non abbiamo avuto difficoltà a inserirci nel flusso ordinato e attento della manifestazione, a ritrovare il senso della misura, contrastare la tracotanza dell’Hybris e riappropriarci del nostro tempo.

Ovviamente, viste anche le ridotte dimensioni della nostra esposizione (i costi sono veramente proibitivi e solo un “gemellaggio” con altre due realtà locali ci ha permesso di essere presenti), non tutti ci hanno notato, ma chi ci ha dedicato qualche minuto è rimasto sorpreso dalla possibilità di mettere le mani sulla lana e sui prodotti in lana al cento per cento. Ci è sembrato incredibile, eppure la maggior parte di coloro che hanno apprezzato il nostro stand lo ha fatto perché ha potuto ritrovare una materia prima che, almeno inconsciamente, evocava l’infanzia e un passato che prima sembrava perduto e ora, forse, trattenuto per il rotto della cuffia.

Osservare il trasporto con cui i visitatori si portavano le matasse sulla pelle e poi al naso, chiudendo gli occhi per meglio tuffarsi tra le braccia della mamma o sulle ginocchia della nonna, ci ha commosso e lasciato intuire un futuro per questo settore assolutamente marginale regolato dal lento ma ben fatto, sapiente ma senza spocchia, femminile ma senza eccessi, concreto e imperituro (tarme permettendo).

Insomma, abbiamo intravisto una vera e propria rivoluzione culturale in atto, dove l’equazione progresso=crescita viene riconsiderata mettendo in discussione quell’uguale, sostituito da un punto interrogativo. Avevamo bisogno di una conferma forte del nostro operato e l’abbiamo ricevuta. Temevamo di correre il rischio dell’autocelebrazione, del raccontarsi ogni giorno una stessa storia senza il riscontro della gente. Le migliaia di visitatori del Cheese ci hanno garantito che la fame di cose buone, sicure, etiche e valoriali, cose fatte con le mani, con dietro un volto e una storia, e il rifiuto dell’omologazione, la voglia di sentirsi partecipi a un progetto, sono valori tutt’altro che in disuso. Nonostante una comunicazione quotidiana che ci vorrebbe tutti uniformati nella spregiudicatezza, nel consumo rapido e superficiale, nell’apparenza a scapito dei contenuti.

Le sorprese migliori sono arrivate dai giovani: moltissimi, interessati alle dinamiche e alle singole problematiche, alla conservazione delle biodiversità, alle opportunità di mercato. In particolare – ahinoi – giovani stranieri, specie di lingua tedesca, a confermare il divario ancora esistente tra i paesi europei. Da Berlino, Zurigo e Basilea si sono interessati alla filiera corta e alla tracciabilità dei prodotti, ipotizzando opportunità che travalicano i confini del mercato locale, non distanti dall’essere veri e propri progetti di sensibilizzazione di massa. Ci hanno emozionato questi giovani che, nonostante non abbiano vissuto l’epopea della lana e delle lavorazioni a maglia, hanno colto appieno il valore straordinario di tali segmenti del sapere. Esempi virtuosi per smentire il catastrofismo imperante riguardo alle nuove generazioni rammollite e inerti. Al contrario, questi incontri fanno ritrovare la voglia di sperare: nelle masse sempre più attente, nei prodotti sempre più buoni, nei giovani sempre più virtuosi.

The Wool School

Emma, Marilena, Graziana, Deborah, Agostina e Helene.
Da Torino, Asti, Salerno, Perthshire, Verona e Reykjavik.
Donne. Maestre. Ognuna straordinaria nella sua arte.
Saranno con noi – da noi – a partire dal 22 ottobre e ci accompagneranno fino a Natale. Ci condurranno per mano in un percorso, mettendo a nostra disposizione presenza, esperienza e saperi.

Emma, elegante, competente e precisa, ci insegnerà a leggere e a scrivere pattern di lavori a maglia. Nel corso dei primi incontri parlerà di scialli: ce li farà vedere, toccare e ci spiegherà come leggerli, tradurli e realizzarli. Poi, poco prima di Natale, allo stesso modo ci guiderà nel mondo dei cardigan.

Marilena, una donna mistica che trasforma in sculture le sue trame, ci insegnerà a passare la spola tra i fili d’ordito fino a scorgere il profilo di un arazzo. Ci aiuterà a decifrare le basi di quest’arte, mettendoci in grado di comprendere la tecnica e la sapienza racchiuse in un manufatto che si trasforma in arte.

Graziana, con la sua pluriennale esperienza di ricercatrice universitaria nel campo delle tinture naturali, in particolare vegetali, nonché in veste di presidente dell’associazione “I colori del Mediterraneo”, a novembre ci regalerà il sole e il calore del Cilento e della gente che lo abita. Un assaggio della scuola tintoriale partenopea, che nel Settecento costituiva l’avanguardia internazionale in materia.

Deborah, vivace scozzese innamorata della nostra penisola, ci mostrerà com’è possibile filare a mano il sucido per trarne la magia precisa e certosina di un filo unico e irripetibile. Per il suo laboratorio abbiamo selezionato due velli nazionali preziosissimi, uno dei quali non avrà nemmeno bisogno di essere tinto, perché già scuro.

Agostina, con la sua forza e la sua energia, ci introdurrà in un percorso di feltratura a partire da lane sucide. Conoscerla, ammirare le sue creazioni, vederla all’opera e lavorare insieme a lei sarà un’esperienza da ricordare, fisica eppure fortemente concettuale.

Helene, francese innamorata dei paralleli artici che di tanto in tanto scende a maggiori mitezze, ci porterà dall’Islanda i colori di quella terra, effimeri nelle tinte sgargianti e costanti nei toni invernali.

Per soddisfare le esigenze, che captiamo sempre più frequentemente, di chi desidera abbracciare nuovi saperi, culture e tecniche e approfondire la conoscenza del mondo e degli altri, abbiamo organizzato una serie di incontri di alto livello per permettere a chiunque di arricchire le proprie conoscenze attingendo alle migliori fonti disponibili. La filosofia dei laboratori si articola in pochi semplici punti:

  1. Fonti autorevoli. Ospitiamo solo insegnanti riconosciuti, il cui spirito vibra in sintonia con la nostra lanosofia.
  2. Accessibilità. I corsi sono democraticamente aperti anche agli “uditori”, ossia coloro che per questioni di tempo, impegni, disponibilità, non potranno essere allievi regolari a tutti gli effetti. Anche se non prenderanno parte attiva alle lezioni, potranno respirare l’atmosfera dei seminari e arricchire il proprio bagaglio di conoscenza.
  3. Livello superiore. Intendiamo porre in atto il nostro proposito di elevare gli standard qualitativi nel campo delle attività manuali, tentando di spostare in alto l’asticella della qualità e della sua comprensione.

Inutile dirlo, ma le adesioni ai seminari sono a numero chiuso. Limitare le iscrizioni è l’unico modo per permettere alle insegnanti di seguire ogni partecipante in modo puntuale. Per informazioni su date, costi e programmi, scriveteci all’indirizzo info@thewoolbox.it.

Vento di settembre

Lo conosciamo bene, il vento di settembre. Si presenta, prima timido e poi sempre più spavaldo, annunciando cambiamenti. Di stagione, di umore, di vita. Il vento di settembre ci ricorda che nulla dura per sempre se non si rinnova e che dove mancano il respiro, il soffio e quella che i greci chiamavano psyché, l’anima, la corruzione avanza inarrestabile.
C’era vento anche quando sono arrivate da noi Elisa, Lorenza e Letizia. Belle nella loro essenza di donne, concrete ma capaci di sognare, traboccanti di vita, esperienza, volontà di futuro, desiderio di ciò che è bello ma sa essere anche buono. A immortalare quella ventata fresca, queste righe, che ci ricordano come dopo ogni inverno sopraggiungano nuove primavere, a testimonianza del nostro essere immortali, eterni nelle nostre idee, nelle tracce che lasciamo, nell’entusiasmo che riusciamo a trasmettere.
Ve ne doniamo un soffio. Permettetegli di entrare come abbiamo fatto noi.

Buongiorno Emilio, Linda e Valentina, a voi e a tutti i volti e i nomi che sono racchiusi nella vostra bellissima Wool Box.
Sono Elisa, una delle ragazze che venerdì scorso sono venute a conoscervi. Per la precisione, sono la “gallinara” (ricordate le mie galline di stoffa, vero?, quelle con la carta di identità…), nonché mamma del piccolo Lorenzo, sei mesi e una valanga di energie.
Che dire? Nel viaggio di ritorno, con Letizia e Lorenza, l’adrenalina non smetteva di circolare… Il mondo che avevamo appena conosciuto era davvero “troppo”: troppo affascinante, troppo stimolante, troppo creativo… insomma, troppo per riuscire a contenerlo nella nostra spider. Abbiamo abbassato i finestrini, per dare sfogo ai polmoni e ai pensieri.
Incontrarvi è stata una vera iniezione di energia, di cui sentiamo costantemente il bisogno, perché l’ufficio, il lavoro, le pappe e i pannolini ci costringono a orizzonti a volte troppo limitati. Ma la fantasia e la voglia di fare non ci abbandonano mai, e i sogni sono necessari per non naufragare.
Mi è piaciuto tutto del vostro mondo, a partire da come avete “arredato” l’ufficio – se così si può chiamare quella meraviglia di stanza dove abbiamo chiacchierato – per proseguire con i velli sottovuoto pronti per la mostra, senza tralasciare la stanza-museo con un pezzo della nostra Italia raccontata attraverso le trame dei tessuti. Fino ad arrivare all’entusiasmo contagioso con cui fate tutto questo, agli incontri con tante belle persone, al cerchio che si chiude con il cuore rivolto al sociale. Bello, bello, bello! Come sempre, quando circola tanta energia positiva, non posso che sentirmi stimolata a fare, a partecipare, a condividere. Così sono qui a chiedermi: «Che cosa potrei fare io, in questa Wool Box?».
Partiamo da quello che mi piace, perché è sempre da lì che si deve cominciare. Mi diverto a giocare con le parole, mi piacciono le stoffe e i colori, e ho scoperto la creatività nel cucito attraverso una mucca lilla. Sono portata a ricercare il contatto con le persone, mi piace creare legami e amo il concetto di “rete”. Mi appassiona il riciclo come recupero e creazione di un nuovo senso, adoro stare ai fornelli, mi piace navigare, curiosare, scoprire. Mi rilassa leggere, mi piace chiacchierare quando c’è un senso e rimanere in silenzio quando un senso non c’è. Mi fa star bene il movimento, sono abituata a non fermarmi mai e mi rasserena sapere che c’è sempre strada da fare. Mi piacciono immensamente le mie donne del KnitCafè e l’energia che sono in grado di regalarmi. Mi conquista l’armonia delle forme, dei colori, dei materiali, e quella che le persone sanno regalarmi. Mi piace scrivere ma è bene che per ora finisca questo elenco, altrimenti voi finirete per stancarvi e io per perdere il bandolo della matassa (tanto per restare in tema…).
Tutto questo è frutto di un liceo sperimentale, di diciassette anni di banca durante i quali ho anche preso una laurea in Scienze dell’educazione (sono educatore professionale), di un paio d’anni di part-time per un secondo lavoro nel sociale, seguiti dall’addio al mondo della finanza in favore di un “cambio vita” in Africa, precisamente in Namibia (dove pensavo di trattenermi molto di più, ma che mi ha regalato, fra le altre cose, la scoperta della passione per il cucito – mucca e galline arrivano proprio da lì). E poi ci sono la produzione e la vendita nei mercatini delle mie creazioni, la collaborazione per un paio d’anni con ReMida a Biella, dove i colori, i tessuti, i filati e la fantasia prendono il volo, e last but not least… il mio piccolo Lorenzo.
In questo periodo inizia a tornare prepotente la voglia di fare, e occorre incanalarla per non perderla per strada. Ora, dopo questo “Chi sono e cosa mi piace”, che cosa posso fare per voi? Come posso – se posso – entrare nel vostro mondo?

Elisa

Cara Elisa, per noi hai già fatto molto: queste righe, insieme ai tuoi occhi, alla tua voce e al tuo entusiasmo, sono state la conferma che ci siamo indirizzati sulla buona strada. La tua freschezza irruente ci ha risvegliato, proprio come un vento che preannuncia il cambiamento.
La nostra porta è aperta e ti aspettiamo. Abbiamo già pronto un bel tavolo da lavoro da dividere con te.

Valentina e i nuovi amici di The Wool Box


29 agosto 2011

Oggi ho conosciuto tre ragazzi della Fondazione Pistoletto. Sono venuti qui per parlarci di alcuni progetti e mi sono piaciuti davvero molto. La loro tutor italiana è una ragazza carina ed energica, e uno di loro parla molto bene spagnolo, inglese ed italiano. Mentre gli altri due parlavano con il signor L., il ragazzo poliglotta si guardava attorno con curiosità, ed è rimasto colpito da uno dei nostri lavori in feltro più belli e più preziosi: un cappottino verde mela completamente lavorato a mano, impreziosito con ricami bouclé, che era già stato indossato da una delle nostre modelle. Gli calzava a pennello. Con un talento naturale da indossatore, si è messo in testa un cappello e ci ha fatti morire tutti dal ridere mettendosi in posa per farsi fotografare. Che simpatico!

V.

30 agosto 2011

Magliette!!! Abbiamo finalmente creato le nostre magliette personalizzate. Sono andata personalmente a farle fare, con il nostro logo ad alta risoluzione nella chiavetta USB. È affascinante il metodo che usano per stampare su tessuto… Con il ragazzo che se ne è occupato abbiamo fatto una prova di stampa, perché il disegno è elaborato e assolutamente non regolare. È venuto meravigliosamente, ma la povera macchina taglierina ci ha messo quasi dieci minuti a fare tutti quei giri, soprattutto quando si è trattato di ritagliare l’interno del gomitolo. Ma alla fine il lavoro è risultato fattibile, e me ne sono andata tutta contenta. Le magliette – due con la scritta “TWB staff” e una griffata “TWB boss” – saranno pronte per domani. Non vedo l’ora di indossare la mia.

V.

31 agosto 2011

Stamattina è tornata da noi la tutor della Fondazione Pistoletto. Questa volta accompagnava Karolina, una ragazza polacca che lavora a maglia e parla quattro lingue, con un progetto molto ardito per uno spettacolo che si terrà a breve. L’obiettivo è unire la danza con il lavoro a maglia: un’idea meravigliosa. Io e L. vogliamo assolutamente partecipare, e per l’occasione metteremo le nostre magliette nuove nuove, che sono venute davvero bene. Sembriamo così professionali!

V.

1 settembre 2011

A momenti arriverà un’ospite direttamente da Trento, una persona che potrebbe essere molto preziosa per la sua esperienza. Rimarrà con noi un paio di giorni e non vediamo l’ora di incontrarla. È una nuova conoscenza del signor L., che l’ha invitata a vedere di persona l’azienda, le lane e i nostri prodotti. Mi riempie di soddisfazione che le persone vengano a trovarci anche da così lontano, spinte dalla curiosità di toccare con mano quello in cui crediamo e che tutti i giorni proviamo a raccontare.

V.

2 settembre 2011

Abbiamo salutato la nostra ospite. E nel pomeriggio è arrivata una nostra vecchia conoscenza, V.W., di cui avevo parlato a suo tempo perché mi aveva colpita moltissimo. È stato un tale piacere rivederla… Lei e il signor L. stanno pensando di realizzare con una lana autoctona molto preziosa un capo altrettanto prezioso. Sono convinta che il risultato sarà strepitoso. Poco dopo sono venute a trovarci altre tre ragazze, Letizia, Elisa e Lorenza. Sembrano molto coinvolte nel nostro progetto e potrebbero apportarvi un enorme contributo. Vedremo come si declinerà questa collaborazione. Per ora sono già molto contenta che siano gradevoli e genuine. Magari tutte le persone fossero così…

V.

6 settembre 2011

Ogni tanto mi capita di svegliarmi iperattiva. Stamattina sono arrivata al lavoro prima di tutti, ho afferrato la scopa e mi sono messa a pulire per terra. Poi ho lavato il pavimento. Quando il signor L. è arrivato ha sgranato gli occhi senza dire nulla, forse temendo di rompere la magia del momento. Dopo mezz’ora, si è alzato e mi si è presentato davanti con un mazzo di chiavi. Ridendo mi ha detto che, visto che ero così propensa alle pulizie, avrei potuto sfruttare quel raro momento per iniziare a mettere a posto il locale in cui migreremo per l’inverno. Così mi sono ritrovata di la, in vetrina, in mezzo a polvere e ragnatele, a combattere con i ragni per la conquista dei muri. Ho vinto io, ma proprio di poco!

V.

7 settembre 2011

La donna delle pulizie risvegliatasi ieri in me è magicamente scomparsa così com’era arrivata. Oggi infatti ho trovato mille cose da fare piuttosto che tornare di là a finire di pulire… non ne avevo alcuna voglia. Ieri al Picknitting sono venute di nuovo un po’ di persone, con una new entry: una mamma con pargolo di due anni al seguito. Un incantevole pupo biondo e riccio! Sono rimasti con noi per un’oretta, perché il bimbo dava giustamente chiari segni di irrequietudine, ma mi è piaciuto vedere un volto nuovo al nostro Picknitting.

V.

8 settembre 2011

Armate di scopa e tanta buona volontà, io e L. siamo tornate per un’oretta a pulire il nuovo “nido”. A un certo punto, ho alzato gli occhi per dire qualcosa a L. e non la vedevo più. C’era la nebbia da tanta polvere avevamo sollevato! Continuavamo a tossire, cercando di respirare dal naso per limitare i danni. Nonostante il disagio lo facciamo con piacere, perché sappiamo che se lavoreremo bene il risultato sarà bellissimo. I locali sono enormi e fanno un effetto imponente. Dev’essere tutto pronto per ottobre, quando si terrà la nuova edizione di Wools of Europe.

V.

Valentina: acqua, colori, elettricità

19 agosto 2011

Oggi qui da noi sono arrivati due esponenti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della sezione di Biella. Si occupano di salvataggi in montagna sia d’estate che d’inverno e sono altamente specializzati nelle ricerche. Ascoltando quello che dicevano al signor L. ho capito che sono molto attivi sul territorio, che hanno rapporti diretti con gli allevatori che vivono dalle nostre parti e che hanno veramente a cuore le nostre montagne. Sono particolarmente sensibili al discorso di prevenzione e salvaguardia dei pascoli perché ci tengono a operare in un ambiente montano pulito e preservato. Mi sono sembrate persone speciali per come si danno da fare per proteggere le nostre belle montagne e renderle sicure per chi ci vive o le visita.

V.

22 agosto 2011

Oggi ho conosciuto una persona davvero interessante. È un signore inglese a cui mi è stato chiesto di fare da cicerone, presentandogli e descrivendo i nostri prodotti e i nostri filati. Subito mi ha preso il panico, ma poi me la sono cavata facendogli vedere le nostre Wool Boxes (che gli sono piaciute molto), le coperte del territorio e quelle da picnic, i prodotti in feltro e una carrellata veloce delle cerazioni deliziose di Les Tisserands che teniamo esposte con orgoglio. Stavo iniziando a rilassarmi e a prendere un po’ di confidenza con la lingua quando il signor N. di The Wool Company se l’è portato via…

V.

23 agosto 2011

Oggi fa un caldo tropicale: torrido e umido. Guardando la macchina parcheggiata fuori si può vedere l’aria tremolante sul tettuccio… Per fortuna qui dentro si sta benone. Cari vecchi muri fatti all’antica maniera, voi sì che sapete cosa vuol dire evitare la dispersione e mantenere il fresco! Nella pausa pranzo sono scappata al torrente in cerca di un po’ di frescura. Un bagno nella lama vicino alla roggia è stato rigenerante. Una volta uscita dall’acqua non sentivo più il sole così caldo. L’acqua è fantastica e fredda… anche se sa un po’ di pesce.

V.

25 agosto 2011

Giornata all’insegna della creatività. Si fa per dire: in realtà quello che abbiamo fatto ha ben poco di di creativo. L. e il signor L. sono arrivati con pennelli e secchi di vernice rossa e bianca, abbiamo agguantato due bancali e ci siamo messi a spennellare a più non posso. Ne sono uscite un paio di foto interessanti, che a fine giornata avevano suscitato molta curiosità. Io so molto bene che impiego avranno, ma è ancora segretissimo.

V.

26 agosto 2011

C’è un’aria elettrica stamattina. Sarà che la temperatura sta scendendo, ma oggi io e L. siamo tesissime. Per di più sembra che non ne vada una giusta: volevamo finire di dipingere i bancali, che avevano riscosso tanta curiosità ieri, e abbiamo terminato la pittura bianca apposita. Ne abbiamo trovata dell’altra, da pareti, speriamo che il risultato sia comunque valido. Poi abbiamo scoperto di avere ancora da etichettare tutte le scatole (le famose Wool Boxex) e ci siamo armate di macchinetta etichettatrice, fino a quando, a metà del lavoro, non è finito il nastro. Panico! Dove andare a recuperarlo? Il posto più vicino era comunque lontano. Così, in cerca di una soluzione, ho sentito un amico che abita dalle parti del negozio, che si è offerto di andarci lui e di portarci il nuovo nastro nel pomeriggio. Salve per miracolo! Quando è arrivato lo abbiamo accolto come un eroe, saltellandogli attorno tutte contente. Poi, dato che aveva fatto tutta quella strada apposta, l’abbiamo adottato per il resto del pomeriggio. Nel frattempo è arrivato il signor L., con cui ha fatto subito amicizia. Bene, ho pensato, va a finire che me lo ritrovo a lavorare qui!

V.

Tempi orizzontali

  

Viviamo tempi orizzontali, in cui si è persa la tensione verso l’alto, verso il cielo. Alle cupole e alle torri si preferiscono le spianate dei centri commerciali o di quei parchi giochi per adulti chiamati outlet, dove alla ricerca di gesti sapienti, lenti e preziosi si è sostituito il bisogno di avere sempre a portata di mano la grossolanità dozzinale del “made in somewhere” a basso prezzo (e generalmente di ancor più ridotto valore). Ci lasciamo consumare dall’ansia di consumare e perdiamo sempre di più la capacità di leggere e comprendere i fenomeni, la passione per il particolare, il gusto del dettaglio, la tensione al perfezionamento e quindi al futuro. Proprio ieri Rossana, una nostra amica stilista, tra l’arrabbiato e il deluso si lamentava del fatto che le sue creazioni vengano percepite come troppo eleganti. «Non lo sono affatto, si tratta di capi da giorno. Il problema è che a forza di jeans e magliette le donne oggi non sanno più riconoscere un abito elegante neppure quando hanno la fortuna di poterne godere».

Prendiamo atto con amarezza che, a causa di questa confusione, si è persa almeno una generazione di knitters, fagocitata dai meccanismi alienanti di impresa, ufficio, impegni, il più delle volte inutili ma indispensabili a mantenerci in perpetua rotazione o, se vogliamo, “on spinning” (proprio quello che, non abbastanza esausti, ci precipitiamo a fare in palestra alla fine del lavoro). Incontrare una cinquantenne in grado di lavorare a maglia o di leggere uno schema oggi è una vera rarità. Non importa se lo sferruzzare viene sempre più caldeggiato per contrastare lo stress e le depressioni, e per riappropriarsi di valori come ritmo, pazienza, misura. Sono concetti a cui siamo ormai disabituati, e parole come studio, applicazione e metodo stanno rapidamente scomparendo dal nostro vocabolario.

In questo scenario, ci sembra che il “prestigio” assegnato dal senso comune a un prodotto o a un manufatto abbia un’importanza relativa. Nell’arte spesso non sono i “contenuti” di un’opera ad avere valore intrinseco, proprio perché legati a vicende, contesti e gusti mutevoli, ma sono le forme, con la progettualità e la creatività che sottendono, a essere immutabili ed eterne.

«Gli dei di Omero sono morti da un pezzo, ma è rimasta l’Iliade». Rileggendo le Metamorfosi di Ovidio e godendo dello stupore di un passo che ci descrive come una razza dura, abituata alle fatiche perché nata dalle pietre scagliate da Pirra e Deucalione dopo il diluvio universale, ci siamo lasciati tentare da un’idea: perché non progettare e proporre dei corsi di “scrittura” dei modelli a maglia, contattando esperti d’eccezione in grado di insegnarci passo dopo passo, prendendoci per mano, come fermare sulla carta le nostre idee più creative? Tutti, anche i più esperti tra noi, sentiamo il bisogno di imparare di nuovo a leggere e a scrivere, e di farlo con la giusta lentezza, senza pressioni o ansie da prestazione. Solo riscoprendo i fondamentali saremo in grado di vivere con consapevolezza e in profondità il presente e di eternare ciò che siamo proiettandoci verso il futuro.

È questo il progetto a cui stiamo lavorando per completare il calendario autunnale. Con lo stesso spirito passeremo poi alla filatura a mano, alla tintura naturale, alla lavorazione del feltro, alla realizzazione di manufatti a maglia e all’uncinetto e molto altro ancora. Rispettando i ritmi necessari, ritroveremo il tempo e il piacere di guardare di nuovo verso cielo, aggiungendovi magari qualche nostra personale stella.

Ma che caldo, Valentina!

11 agosto 2011

Durante la pausa pranzo io e L., vista la giornata rovente, siamo andate a passeggiare lungo il canale, arrivando dove la roggia finisce. È un bellissimo posto, all’ombra degli alberi, con l’acqua che scorre calma nel suo letto artificiale. A L. è venuta un’idea un po’ pazza (come d’altronde tutte le altre): perché non ambientare un Extreme knitting sul canale, a bordo di una canoa? Unico problema: non abbiamo una canoa. Ma ci stiamo lavorando su… Sappiamo essere più estreme di Bear Grill!

V.

15 agosto 2011

Appena dopo le 12.30 L&L sono usciti, dicendo che volevano perlustrare il canale della roggia. Pessimo tempismo l’aver deciso proprio oggi di vestirmi da signorina… le ballerine non mi hanno consentito di andare con loro. A quanto so è stato un vero peccato, perché nella loro giterella si sono imbattuti in un cartello didascalico che afferma che la progettazione della roggia risalirebbe al 1200. Non so esattamente dove porti il canale, ma credo arrivi fino a Biella, perché verso le due mi L&L hanno chiamato chiedendomi se mi andasse di prendere un caffè con loro… a Tollegno, che si trova a qualche chilometro da Miagliano. Seguendo il corso dell’acqua, sono sbucati in paese, spaventando qualche vecchina e cercando invano di farsi dare un passaggio dagli autoctoni in macchina. Certo che da queste parti la gente è terrorizzata dagli autostoppisti! Sembra che a ogni angolo possa spuntare qualcuno intenzionato a derubarli di soldi è virtù. L’altro giorno la mia vicina di casa e mi ha raccontato di essersi spaventata da morire perché una sera, mentre tornava dal mercato con le borse della spesa, una macchina con a bordo due ragazzi le si è fermata accanto per chiederle se le servisse un passaggio. Lei ha balbettato che era quasi arrivata, ma mi ha detto di aver avuto una paura tremenda, perché era ancora lontana da casa, e chi sarebbe accorso se anche avesse gridato? Con suo grande sollievo i due ragazzi sono subito andati via. Ero scioccata: quei due poverini si erano fermati pensando di fare una buona azione. Chissà cos’hanno pensato vedendo la faccia terrorizzata della mia vicina.

V.

16 agosto 2011

Al Picknitting di oggi sono venuti due miei amici, Lorenzo e Francesca. Lei era già stata iniziata al mondo del lavoro a maglia dalla nonna, mentre lui era alla sua prima esperienza. Confesso che ero un po’ emozionata. Alle quattro sono arrivati entrambi con dolci e dolcetti, ci siamo messi al tavolo e abbiamo iniziato a lavorare. Poi sono arrivate anche le wonder-knitters Natascia Sartini ed Emma Fassio, e il pomeriggio è diventato una festa.

V.

17 agosto 2011

Oggi L. e M. sono partiti durante la pausa pranzo, armati di canna da pesca e molliche di pane. Un’ora dopo sono tornati con un sacchetto: L. si è procurata la cena! La trota è stata pulita, cucinata e divorata. La prossima volta voglio andarci anch’io. L. ha detto che era davvero buona…

V.

18 agosto 2011

Stanotte non ho chiuso occhio: troppo caldo e niente ventilatore. Si cerca di fare quel che si può, mangiare leggero, bere molto e rimanere calmi calmi, ma ho scoperto che per me non basta. E allora… bagno al torrente nella pausa pranzo! Sono arrivata sulla lama, in fondo alla roggia, con il costume sotto i vestiti, il telo da spiaggia e tanto, tanto caldo, eppure appena sfiorata l’acqua con l’alluce un brivido mi è corso lungo la schiena: l’acqua era gelida. Sono rimasta qualche minuto con i piedi a bagno, ma nemmeno quello è poi tanto facile: dopo un po’ a stare ferma così mi veniva freddo alle gambe eppure continuavo a sudare. Così finalmente mi sono convinta e armata di coraggio e buona volontà mi sono immersa fino alle ginocchia… poi fino alle spalle… e poi sono uscita di corsa dall’acqua battendo i denti! Devo dire che per oggi il caldo mi è passato.

V.