Cardato vs pettinato

Molte delle mail che riceviamo testimoniano un forte interesse per la lana cardata, senza tuttavia specificarne l’uso: nastro da infeltrire o filare, filato da tessere, matasse o gomitoli da lavorare a maglia, in alcuni casi si accenna a panni e tessuti. Più in generale, l’impressione è che il termine “cardato” sia un sinonimo di lavorazione artigianale, naturale.

In realtà, tutte le lane, anche quelle lavorate interamente a mano, passano attraverso un qualche processo di cardatura che risulta indispensabile per favorirne la mondatura da vegetali, l’arieggiatura e, sicuramente, l’organizzazione delle fibre per renderle adatte alla successiva trasformazione in filato.

Nei processi industriali tali lavorazioni sono effettuate impiegando macchine progettate a questi scopi, le carde, che nel flusso operativo della filiera seguono il lavaggio della fibra, preparano il lavato alla pettinatura e lo trasformano in nastro o in stoppino.

Per quanto riguarda la produzione di filato è bene differenziare. Le lane fini e lunghe sono destinate a essere pettinate e trasformate in nastro: le fibre vengono prima parallelizzate e poi avvolte su loro stesse assialmente. In questo processo le fibre corte vengono eliminate e il risultato è un filato resistente e fine. Le lane corte vengono invece cardate: contrariamente al sistema precedente, le fibre non sono rese parallele fra loro ma incrociate in ogni direzione, prima trasformate in stoppino e poi filate. Il risultato è un filato corposo, tuttavia meno resistente e di titolo inferiore al precedente.

Dalle caratteristiche del filato conseguono le caratteristiche dei prodotti finiti che – fatte le debite eccezioni per le cosiddette fibre nobili – saranno leggeri e freschi se ottenuti da lane pettinate, fisici e caldi se da lane cardate.

Una curiosità: in lingua inglese non esiste un corrispettivo di “filato pettinato”, che viene chiamato “worsted“, termine che si crede derivi dal villaggio di Worstead nell’East Norfolk, a cui viene fatto risalire il primo esempio di lavorazione con pettinatura meccanica.

 

Annunci

5 risposte a “Cardato vs pettinato

  1. Lo devo ammettere, passare qui da voi è sempre una lettura piacevole.
    E’ importante imparare il linguaggio tecnico, conoscere le tecniche e le differenze tra vocaboli che troppe volte tendiamo a confondere!
    Ad esempio rimango stupita dal fatto che i visitatori delle fiere a cui partecipo parlino sempre di “lana cotta” e mai di “feltro”
    Indagando un po’ sulla cosa chiaccherando con loro ho scoperto che credono che la lana cotta sia mooooolto più pregiata del feltro. Quindi avere qualcosa in lana cotta fa figo!!
    Quando spiego loro la differenza rimangono sempre stupiti ma contenti di aver capito dove sta la differenza!!
    Stessa cosa succede per la lana cardata…………. termine che ormai troviamo ovunque senza distinzione!!

  2. Io ho usato la lana cardata, lo scorso inverno, per fare collane-sciarpe invernale, all’uncinetto.
    So che il termine “cardare” deriva dal fatto che un tempo si usava proprio il cardo (spinoso) pulire e pettinarela lana. E’ una legenda?
    Grazie. Mancava un blog come il vostro.
    A proposito, il mio nome, Di Lana Cotta, è un gioco di parole sul duplice significato: la lana cotta, sì, ma anche “innamorata della lana” :)

  3. luigi
    volevo precisare ” alla innamorata della lana” che il cardo (spinoso) di origine
    vegetale serve per estrarre il pelo in alcuni tipologie di tessuto invernali,durante la lavorazione di finissaggio. E’ un operazione complessa e interessante che richiede molta professionalità. Purtroppo anche nel biellese
    sono rimaste in poche le aziende in grado di eseguirla.
    A disposizioni per ulteriori informazioni.

  4. Io sono una di quelle che fa tutto in casa a mano e devo dire che il lavoro più noioso è quello della pulitura e della cardatura…..ultimamente mi sono accorta però che molte lane soprattutto la prima tosa non sono adatte per tale processo. Mi attrezzerò con i pettini quanto prima. Certo che la produzione manuale è ridicola rispetto a quella delle macchine, ma se lo si guarda bene un filato ti svela molto del filatore anche l’umore ! ciò non toglie che io, e i tanti filatori d’Italia saremmo molto contenti di poter usufruire un giorno di lana già pronta da filare tutta italiana, magari quella fornita da noi.

  5. ciao a tutti, ho una domana da farvi. Un amico sta tosando le sue pecore suffolk ( si scrive così? sono quelle con il muso e le zampe nere) e vorrei filare questa lana che è molto più morbida delle altre, ma è corta e ha poca lanolina. Si tratta di circa 25 kg di lana sporca. Credete esista ancora una ditta che cardi la lana in conto terzi per filatura ( non per materassi, deve rimanere un pò grassa, se è troppo asciutta non sta insieme)? A me piacerebbe filarmela con l’arcolaio, ma se questa ditta offrisse anche la filatura, va bene lostesso. Chissà se qualcuno mi da dare qualche info. Grazie. Rossana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...