Tempi orizzontali

  

Viviamo tempi orizzontali, in cui si è persa la tensione verso l’alto, verso il cielo. Alle cupole e alle torri si preferiscono le spianate dei centri commerciali o di quei parchi giochi per adulti chiamati outlet, dove alla ricerca di gesti sapienti, lenti e preziosi si è sostituito il bisogno di avere sempre a portata di mano la grossolanità dozzinale del “made in somewhere” a basso prezzo (e generalmente di ancor più ridotto valore). Ci lasciamo consumare dall’ansia di consumare e perdiamo sempre di più la capacità di leggere e comprendere i fenomeni, la passione per il particolare, il gusto del dettaglio, la tensione al perfezionamento e quindi al futuro. Proprio ieri Rossana, una nostra amica stilista, tra l’arrabbiato e il deluso si lamentava del fatto che le sue creazioni vengano percepite come troppo eleganti. «Non lo sono affatto, si tratta di capi da giorno. Il problema è che a forza di jeans e magliette le donne oggi non sanno più riconoscere un abito elegante neppure quando hanno la fortuna di poterne godere».

Prendiamo atto con amarezza che, a causa di questa confusione, si è persa almeno una generazione di knitters, fagocitata dai meccanismi alienanti di impresa, ufficio, impegni, il più delle volte inutili ma indispensabili a mantenerci in perpetua rotazione o, se vogliamo, “on spinning” (proprio quello che, non abbastanza esausti, ci precipitiamo a fare in palestra alla fine del lavoro). Incontrare una cinquantenne in grado di lavorare a maglia o di leggere uno schema oggi è una vera rarità. Non importa se lo sferruzzare viene sempre più caldeggiato per contrastare lo stress e le depressioni, e per riappropriarsi di valori come ritmo, pazienza, misura. Sono concetti a cui siamo ormai disabituati, e parole come studio, applicazione e metodo stanno rapidamente scomparendo dal nostro vocabolario.

In questo scenario, ci sembra che il “prestigio” assegnato dal senso comune a un prodotto o a un manufatto abbia un’importanza relativa. Nell’arte spesso non sono i “contenuti” di un’opera ad avere valore intrinseco, proprio perché legati a vicende, contesti e gusti mutevoli, ma sono le forme, con la progettualità e la creatività che sottendono, a essere immutabili ed eterne.

«Gli dei di Omero sono morti da un pezzo, ma è rimasta l’Iliade». Rileggendo le Metamorfosi di Ovidio e godendo dello stupore di un passo che ci descrive come una razza dura, abituata alle fatiche perché nata dalle pietre scagliate da Pirra e Deucalione dopo il diluvio universale, ci siamo lasciati tentare da un’idea: perché non progettare e proporre dei corsi di “scrittura” dei modelli a maglia, contattando esperti d’eccezione in grado di insegnarci passo dopo passo, prendendoci per mano, come fermare sulla carta le nostre idee più creative? Tutti, anche i più esperti tra noi, sentiamo il bisogno di imparare di nuovo a leggere e a scrivere, e di farlo con la giusta lentezza, senza pressioni o ansie da prestazione. Solo riscoprendo i fondamentali saremo in grado di vivere con consapevolezza e in profondità il presente e di eternare ciò che siamo proiettandoci verso il futuro.

È questo il progetto a cui stiamo lavorando per completare il calendario autunnale. Con lo stesso spirito passeremo poi alla filatura a mano, alla tintura naturale, alla lavorazione del feltro, alla realizzazione di manufatti a maglia e all’uncinetto e molto altro ancora. Rispettando i ritmi necessari, ritroveremo il tempo e il piacere di guardare di nuovo verso cielo, aggiungendovi magari qualche nostra personale stella.

Annunci

15 risposte a “Tempi orizzontali

  1. antonella marinelli

    ….la penso esattamente come voi, non avrei saputo esprimerlo meglio…per quanto riguarda i corsi di scrittura dei modelli a maglia, la trovo un’idea geniale, mi auguro solo di poter partecipare….magari saranno itineranti!!!
    Buon knittcrochet a tutti!
    ;-) Ant

  2. Già. A me si gela il sangue quando penso che le donne in 50-60 anni hanno perduto capacità tecnologiche (filare, tessere, ricamare, lavorare a maglia o all’uncinetto) accumulate e perfezionate in secoli e millenni.
    Mi fa piacere che vogliate riproporre le vecchie arti e tecnologie. Mi piacerebbe tanto sapere come si fila a mano!
    Certo, se una persona non sa fare la maglia, non sarà forse molto interessata a disegnare modelli per maglieria a mano; peggio ancora, penserà di poter realizzare ai ferri oggetti che non sono realizzabili ai ferri… ma chissà che non le venga voglia di imparare?
    Grazie.

  3. Fino a pochi decenni fa era assolutamente distinguibile la differenza tra le diverse finalità di un capo; i tessuti avevano le loro stagioni; nessuno si sarebbe sognato di portare uno chiffon di seta sotto il maglione in ottobre, o un velluto in primavera. Ho conosciuto le stagioni dei capi e le caratteristiche dei tessuti da una mamma sarta, capisco il senso di quanto scrivete. Oggi siamo giunti ad una maggiore fluidità, abbiamo mitigato questi ‘limiti’, scardinato qualche paletto troppo rigido, e questo potrebbe essere considerato l’aspetto positivo, anche se siamo arrivati al punto in cui abbiamo perso i parametri che determinano il concetto di eleganza e di qualità, la consapevolezza di cosa portiamo e di come è stato creato. Ricostruire, quindi, non per tornare al passato ma per formare una moderna percezione del saper fare. Ottima l’idea dei corsi come modalità per recuperare tecniche e metodi, basi indispensabili per pensare ad una vera innovazione futura.

  4. Eccomi qui, sono una cinquantenne (56 per la precisione!) pure ex manager, che non ha mai abbandonato la passione della maglia imparata da bambina, se non per intervallarla con un lungo periodo dedicato al ricamo (per un periodo ho anche avuto un negozio dedicato al punto croce, aperto lasciando una posizione dirigenziale nell’industria farmaceutica). Ora faccio la traduttrice freelance a tempo pieno ma trovo sempre qualche angolino di tempo per la maglia, che è anche il migliore ricostituente cerebrale che conosca.
    Inutile dire che il progetto di scrittura mi intriga moltissimo!!! Aggiornateci con cura, mi raccomando!

  5. ….attendismo fiduciose fino a quando qualche università inglese o americana dirà che, oltre la pet therapy, anche la KNITTING THERAPY ha effetti straordinari sull’umore, sulla memoria e sulle precezioni sensoriali.
    Il tutto in poco spazio e senza effetti collaterali…a parte i gomitoli ovunque!

  6. Purtroppo non è solo un problema di maglia, ma di tutti gli hobby creativi. purtroppo poi è poca la gente che sa apprezzare veramente gli oggetti hand made…si preferisce comperare cose dozzinali a basso prezzo…tanto le hanno tutti! :)
    Baci baci

  7. vi aspetto tutti ad Oropa dal 16 al 24 settembre,……..troverete qualcosa di verticale.
    buon lavoro
    marilena terzuolo

  8. Ti ho già detto che i tuoi articoli sono sempre fantastici? Si e mi ripeto….Li leggo sempre con molto piacere perchè sai descrivere perfettamente situazioni di vita quotidiana e sai trsmettere agli altri quello che hai dentro arricchendoci e dandoci così l’energia giusta per continuare a creare con le mani !
    Ciao a presto
    Carla

  9. La “knitting therapy”? Confessare che i ferri, insieme all’uncinetto ed al cucito, mi hanno dato un aiuto enorme per combattere il mio stato depressivo non è sicuramente una cosa strana da sentirsi per noi amanti di questo passatempo creativo…
    Per quanto riguarda il mettere per iscritto il lavoro che si svolge, devo dire che ci ho pensato spesso e mi piacerebbe essere in grado di farlo, anche perchè, a prescindere dalla scelta di un punto particolare, per il resto vado a occhio nel lavoro, così, senza schemi…
    Salutoni da lilla

  10. Molto molto interessante l’idea dei corsi di scrittura!!!!
    Sono una cinquantenne con la voglia ancora di sferruzzare, dopo varie esperienze alla mordi e fuggi. E’ proprio vero quello che scrivi che si è perso il valore delle cose fatte a mano e …. lentamente, dove il “lentamente”significa la cura del particolare, l’attenzione al passaggio difficoltoso, la capacità di innalzarsi vera e propria di chi non vuole intrupparsi.
    Per me la maglia è stato il primo amore, poi presa dalla frenesia di fare molto in poco tempo mi sono comprata la macchina da maglieria, poi la macchina da cucire che ricama da sola,poi sono passata al decoupage che mi permetteva in breve tempo di confezionare regali di Natale, ma ero relegata in cantina dove mi ero attrezzata un posto devo dire, per mia fortuna, potevo pasticciare.Finalmente ritorno in me con la voglia di lana e cotone con in mano 2 ferri o un uncinetto seduta sul mio comodo divano….. impagabile la sensazione di relax e di rigenerazione, proprio una knitting therapy.
    Grazia

  11. Una 69enne può intervenire? So lavorare a maglia, ricamare, cucire, restaurare piccoli mobil ed ora, da 6 anni, ho scoperto il feltro! Altro che pet therapy! Un favoloso, inesauribile, incantato colorato mondo, dove la creatività valorizzata dalla tecnica si esprime compiutamente innalzando “verticalmente” il sé.
    Giulia Gifelt

  12. Molto interessante. Aspetto di sapere nuove per quanto concerne la filatura a mano, la tintura naturale ed altro ancora!

  13. Abbiamo nomi importanti nel cassetto, sia italiani (e che nomi) sia stranieri da Scozia e Islanda (e che nomi) che vi comunicheremo non appena finito di stendere il calendario. Un consiglio; per il momento segnatevi queste date: 22 ottobre e 3 dicembre per chi vuole saperne di più in merito alla stesura di pattern maglia, valutare forme, tecniche e materiali e, naturalmente passare alla realizzazione. 19 e 20 novembre per chi vuole filare a mano direttamente il vello tosato. Vi aggiorneremo a breve sugli appuntamenti per la lavorazione del feltro, la tessitura su telaio a mano e la tintura naturale. …. che ne dite?

  14. Io ai miei corsi di maglia insegno a scrivere di maglia, a fare la scheda di lavoro, a scrivere il proprio progetto prima durante e se occorre anche dopo la realizzazione. Credo che scrivere sia importantissimo, è l’unico modo perchè un lavoro a maglia venga preciso e venga pensato in ogni dettaglio. Mi sembra dunque un’ottima idea! :-))
    (a dire il vero anche durante i corsi di feltro cerco di fare lo stesso! )
    rosanna bassani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...