Vento di settembre

Lo conosciamo bene, il vento di settembre. Si presenta, prima timido e poi sempre più spavaldo, annunciando cambiamenti. Di stagione, di umore, di vita. Il vento di settembre ci ricorda che nulla dura per sempre se non si rinnova e che dove mancano il respiro, il soffio e quella che i greci chiamavano psyché, l’anima, la corruzione avanza inarrestabile.
C’era vento anche quando sono arrivate da noi Elisa, Lorenza e Letizia. Belle nella loro essenza di donne, concrete ma capaci di sognare, traboccanti di vita, esperienza, volontà di futuro, desiderio di ciò che è bello ma sa essere anche buono. A immortalare quella ventata fresca, queste righe, che ci ricordano come dopo ogni inverno sopraggiungano nuove primavere, a testimonianza del nostro essere immortali, eterni nelle nostre idee, nelle tracce che lasciamo, nell’entusiasmo che riusciamo a trasmettere.
Ve ne doniamo un soffio. Permettetegli di entrare come abbiamo fatto noi.

Buongiorno Emilio, Linda e Valentina, a voi e a tutti i volti e i nomi che sono racchiusi nella vostra bellissima Wool Box.
Sono Elisa, una delle ragazze che venerdì scorso sono venute a conoscervi. Per la precisione, sono la “gallinara” (ricordate le mie galline di stoffa, vero?, quelle con la carta di identità…), nonché mamma del piccolo Lorenzo, sei mesi e una valanga di energie.
Che dire? Nel viaggio di ritorno, con Letizia e Lorenza, l’adrenalina non smetteva di circolare… Il mondo che avevamo appena conosciuto era davvero “troppo”: troppo affascinante, troppo stimolante, troppo creativo… insomma, troppo per riuscire a contenerlo nella nostra spider. Abbiamo abbassato i finestrini, per dare sfogo ai polmoni e ai pensieri.
Incontrarvi è stata una vera iniezione di energia, di cui sentiamo costantemente il bisogno, perché l’ufficio, il lavoro, le pappe e i pannolini ci costringono a orizzonti a volte troppo limitati. Ma la fantasia e la voglia di fare non ci abbandonano mai, e i sogni sono necessari per non naufragare.
Mi è piaciuto tutto del vostro mondo, a partire da come avete “arredato” l’ufficio – se così si può chiamare quella meraviglia di stanza dove abbiamo chiacchierato – per proseguire con i velli sottovuoto pronti per la mostra, senza tralasciare la stanza-museo con un pezzo della nostra Italia raccontata attraverso le trame dei tessuti. Fino ad arrivare all’entusiasmo contagioso con cui fate tutto questo, agli incontri con tante belle persone, al cerchio che si chiude con il cuore rivolto al sociale. Bello, bello, bello! Come sempre, quando circola tanta energia positiva, non posso che sentirmi stimolata a fare, a partecipare, a condividere. Così sono qui a chiedermi: «Che cosa potrei fare io, in questa Wool Box?».
Partiamo da quello che mi piace, perché è sempre da lì che si deve cominciare. Mi diverto a giocare con le parole, mi piacciono le stoffe e i colori, e ho scoperto la creatività nel cucito attraverso una mucca lilla. Sono portata a ricercare il contatto con le persone, mi piace creare legami e amo il concetto di “rete”. Mi appassiona il riciclo come recupero e creazione di un nuovo senso, adoro stare ai fornelli, mi piace navigare, curiosare, scoprire. Mi rilassa leggere, mi piace chiacchierare quando c’è un senso e rimanere in silenzio quando un senso non c’è. Mi fa star bene il movimento, sono abituata a non fermarmi mai e mi rasserena sapere che c’è sempre strada da fare. Mi piacciono immensamente le mie donne del KnitCafè e l’energia che sono in grado di regalarmi. Mi conquista l’armonia delle forme, dei colori, dei materiali, e quella che le persone sanno regalarmi. Mi piace scrivere ma è bene che per ora finisca questo elenco, altrimenti voi finirete per stancarvi e io per perdere il bandolo della matassa (tanto per restare in tema…).
Tutto questo è frutto di un liceo sperimentale, di diciassette anni di banca durante i quali ho anche preso una laurea in Scienze dell’educazione (sono educatore professionale), di un paio d’anni di part-time per un secondo lavoro nel sociale, seguiti dall’addio al mondo della finanza in favore di un “cambio vita” in Africa, precisamente in Namibia (dove pensavo di trattenermi molto di più, ma che mi ha regalato, fra le altre cose, la scoperta della passione per il cucito – mucca e galline arrivano proprio da lì). E poi ci sono la produzione e la vendita nei mercatini delle mie creazioni, la collaborazione per un paio d’anni con ReMida a Biella, dove i colori, i tessuti, i filati e la fantasia prendono il volo, e last but not least… il mio piccolo Lorenzo.
In questo periodo inizia a tornare prepotente la voglia di fare, e occorre incanalarla per non perderla per strada. Ora, dopo questo “Chi sono e cosa mi piace”, che cosa posso fare per voi? Come posso – se posso – entrare nel vostro mondo?

Elisa

Cara Elisa, per noi hai già fatto molto: queste righe, insieme ai tuoi occhi, alla tua voce e al tuo entusiasmo, sono state la conferma che ci siamo indirizzati sulla buona strada. La tua freschezza irruente ci ha risvegliato, proprio come un vento che preannuncia il cambiamento.
La nostra porta è aperta e ti aspettiamo. Abbiamo già pronto un bel tavolo da lavoro da dividere con te.

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Una risposta a “Vento di settembre

  1. Sono senza parole…vi ringrazio di cuore, non abbiamo ancora fatto niente insieme e già mi sento parte di un progetto condiviso…..Elisa è fantastica con le parole, ma è eccezionale per come è e per quello che fa…..come vorrei avere più tempo, sento che in questo periodo è mio nemico…..baci Lorenza

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