Lavora con noi


Prendetela per quel che è, ossia una provocazione: il nostro progetto è nato con ben altri scopi, ma oggi questa bruma autunnale è diventata un pretesto per fare il punto su situazioni che da tempo ci frullano in mente e non siamo ancora riusciti a connotare chiaramente. In buona sostanza tutto gravita intorno all’enfasi che, nelle comunicazioni ufficiali (non solo sul blog, ma anche sui canali di advertising, tradizionali e online) relative al varo del nostro nuovo sito di etc-commerce, è stata data alla sezione Lavora con noi.

Ebbene, a distanza di una decina di giorni, a fronte di qualche decina di migliaia di clic, i curriculum ricevuti sono stati la bellezza di… due. Siamo stati forse poco attraenti? Non siamo riusciti a essere sufficientemente affascinanti? Troppo vaghi? Poco concreti? Probabilmente tutto questo e molto altro ma, consentitecelo, la propensione a mettersi in gioco, a inventarsi un futuro, a scommettere su se stessi, ci sembra tragicamente molto ridotta. Hanno risposto, immediatamente, un fotografo professionista di livello internazionale e una dottoressa di ricerca iper specializzata in sistemi interfaccia uomo-macchina: professionisti entrambi di elevatissimo profilo e buon reddito corrente. Da altri amici abbiamo ricevuto conferma del fatto che, se non fosse che un lavoro già ce l’hanno, il curriculum l’avrebbero inviato immediatamente. Qualcuno aveva anche azzardato: «Ma siete proprio sicuri di volerlo fare? Di questi tempi, attendetevi d’essere travolti da un mare di email». E invece, due soli riscontri.

Siamo rimasti esterrefatti e di questo stupore vogliamo rendervi partecipi. Ci attendevamo aspiranti designer o creativi del knitting, sarte, fumettisti, blogger e smanettoni. Figli e nipoti delle nostre lettrici, entusiasti o quanto meno intenzionati a immaginare un possibile percorso professionale, o comunque curiosi di scrivere loro stessi. Non è andata così.

Per questo ci siamo interrogati e vi interroghiamo: forse il mercato del lavoro è più flessibile di come viene descritto, o magari la fiducia nelle proprie possibilità è talmente ridotta da non azzardare nemmeno l’inoltro di un curriculum. oppure l’assenza di garanzie vitalizie è condizione sufficiente a scartare a priori ogni possibilità di rapporto… Non sappiamo quale sia la risposta e per questo vi chiediamo aiuto.

In ultima analisi ci pare un’ipotesi possibile che il lavoro ai ferri, al telaio, le arti manuali siano ancora relegate al mondo degli hobby, dei passatempi, e che risulti difficoltoso intuire percorsi professionali legati alla lana anche nelle sue declinazioni profittevoli. È vero che tutto ciò spesso rientra nel panorama dell’approssimazione e del fai da te, del mordi e fuggi, della superficialità dei barbari descritti da Baricco, ma Emma, Agostina, Deborah, Helene e molti altri, specie in quel Nord Europa, Canada e Stati Uniti che spesso guardiamo con ammirazione, ci dicono che non è così, che c’è un mondo non solo affascinante quanto produttivo dal quale si può trarre reddito. Ci confermano che si può essere tecnologicamente avanzati e socialmente appagati anche occupandosi di lana, con il presupposto di farlo con sapienza, diligenza, strumenti appropriati e una sana visione del futuro. È proprio questo il gap, il divario che separa l’allevatore neozelandese da quello italiano, la master knitter inglese da quella nazionale. Un vero peccato.

Il peccato è soprattutto l’abitudine tutta nostrana di arrivare ogni volta un po’ in ritardo, con gli addetti che stanno già rimuovendo il cartello del traguardo, e di contestare il giudice di gara mentre guardiamo con invidia gli atleti stranieri che hanno per primi tagliato il filo di cotone. Ci vogliono invece sapienza, costanza, pazienza, volontà di apprendimento, elasticità, orgoglio per quel che si è, si sa e si sa fare: solo in questo modo possiamo pensare di determinare il futuro ed evitare di diventarne le vittime.

Per il momento, oltre a invitarvi a dirci cosa pensate di queste “meditazioni”, vi lasciamo con una richiesta esplicita, un annuncio di lavoro in piena regola:

Per l’implementazione del sistema Wools of Europe ricerchiamo una risorsa volenterosa, appassionata di lavorazioni tessili artigianali, in grado di comunicare correttamente in inglese e francese, alla quale affidare la gestione dei contatti in essere e lo sviluppo del progetto. Se interessati, inviare il proprio cv a info@thewoolbox.it.

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18 risposte a “Lavora con noi

  1. questa cosa me la sono davvero persa Vale! nel senso…mica ho letto che cercavate qualcuno…figurati! altrimenti mi proponevo già!:P
    anche se…il francese per me è peggio che il tedesco… di quest’ultimo mi arrabatto…del primo…..ci azzeccassi un accento!!!:P
    cmq… dov’è un link diretto da farvi pubblicità? spulcio qui in giro….altrimenti giramelo, che lo faccio girare un po’ ovunque volentieri!!!!

  2. Vi seguo da un paio di mesi e ho letto la vostra richiesta qualche giorno fa.
    Io non mi sono permessa di mandarvi un curriculum semplicemente perchè sono una principiante nel vostro mondo e quindi sì,non mi sento all’altezza della situazione.
    La verità più grande però è che con mio marito abbiamo il progetto di trasferirci negli Stati Uniti l’anno prossimo e non mi sembrava corretto,per quanto la cosa mi interessi parecchio,iniziare un rapporto che non so se sarò in grado di mantenere.
    Io continuo a impegnarmi su più fronti e chissà,magari una volta dall’altra parte dell’oceano si potrebbe avviare un rapporto destinato a diventare qualcosa di cui andarne fieri.
    Sicuramente continuerò a seguirvi,good luck!
    Michela.

  3. WOW, a me manca il coraggio….di fare il salto, quello delle passioni, magari il mio CV ve lo invio lo stesso…

    In risposta alla vostra riflessione vi direi: con tutte le negatività e rassegnazioni che ci passano i quotidiani messaggi come pensate che la gente abbia il coraggio di credere fortemente in qualcosa di nuovo? ma fate bene ad insistere e non mollare e ripetere continuamente perchè qualcuno prima o poi il coraggio lo troverà…
    Grazie di quello in cui credete!

  4. Io, sinceramente, non avevo capito che cercaste veramente collaboratori: la descrizione sembrava più quella di una favola che di qualcosa di reale… Meglio l’ annuncio di quest’ oggi, un po’ più concreto… Ma dettagli tipo sede di lavoro, mansioni, chi cerchiamo, cosa proponiamo e cosa chiediamo? Banali, ma mi aiutano a considerare se davvero voglio trasferirmi nel biellese e buttarmi nella passione o, banalmente, continuare a poter pagare il mutuo. I sogni si realizzano se ci si lavora concretamente, e la concretezza non arriva attraverso la fumosità. E questo lo dice una forte ammiratrice del vs progetto e di quelli simili che vedo fiorire in Italia.

    • Grazie Cinzia per il tuo commento; il fatto è che siamo tutti talmente omologati nei timori e nei luoghi comuni che quando ci imbattiamo in qualcosa di trasparente non lasciamo che lo sguardo passi oltre e si posi su quello che c’è al di là del vetro ma cerchiamo macchie e difetti di quella superficie. Nessuna favola. Trattiamo con uomini, lavorazioni, magazzini, atelier, sito, espositori e fatture in scadenza e questi sono tutto tranne che favole. La fumosità non ci appartiene; il fatto è che stiamo cercando di aprirci un varco in un sistema sclerotizzato che ha dato ampia conferma dei suoi limiti e quindi non abbiamo ricette pronte ma soprattutto non vogliamo replicare quelle che ci hanno portato a vivere le difficoltà dell’oggi. O ci inventiamo un futuro o non possiamo lamentarci di quello che altri stanno confenzionandoci. L’annuncio del post di ieri era a nostro giudizio preciso e costitituisce il primo di quella che abbiamo in animo essere una serie. Chiunque abbia i requisiti richiesti, primi fra tutti volontà, passione e padronanza delle due lingue, ci può inviare il cv al quale daremo sicuramente una risposta. Grazie ancora

  5. Sono d’accordo con cinzia belliero e il suo precedente intervento. Il vostro annuncio era talmente ampio da sembrare quasi poco credibile, se non vi avessi conosciuto qualche giorno prima,e tutto sommato molto vago, privo degli elementi importanti su cui basare veramente la possibilità di valutare una collaborazione. Forse c’è anche da chiedersi quanto sia conosciuta la vostra attività, ancora molto recente, e quanti l’abbiano letto.
    Il consiglio quindi forse è relativo al migliorare la comunicazione.
    p.s. uno dei due curriculum che vi è arrivato …ho invitato io a mandarlo (quindi in realtà voi direttamente siete arrivati a UN SOLO curriculum. fino ad ora, cosa su cui sicuramente meditare) . I miei migliori auguri dunque!

    • Grazie Rosanna per la spinta alla trasmissione di quel cv. Stanotte ne sono arrivati cinquanta circa (56 per la precisione) e questo ci lascia intendere che si trattava solo di dare una scossa ai lettori. A presto

  6. Dai gente, mica stiamo leggendo il “lavorate con noi” di Ipercoop! Questi qua cercano gente diversa, fuori dagli schemi, non solo dei creativi, ma qualcuno che abbia il coraggio di dire “so fare questo questo e quello…può servirvi?”, che abbia idee innovative, voglia di fare, capacità di vedere le cose da una nuova angolazione… voglia di imparare e di insegnare! Questo è quello che leggo io in quel Lavora Con Noi. Non serve che vi dicano quello che vogliono, perché se avete bisogno di lavoro siete VOI a dovervi proporre! In giro per il mondo funziona così: cerchi lavoro? bene, esci e vai in giro a chiedere, Curriculum alla mano, nei posti in cui vuoi lavorare (bar, pub, banche o che-ne-so) se cercano personale. Io ho quasi sempre trovato lavoro così. Ti proponi! Non hanno bisogno di te? Pazienza, chiedi a qualcun altro! Questo mi pare cerchino a questi di The Wool Box. Per questo motivo ho inviato loro il mio CV, perché credo di essere diverso dalla massa di rane che se ne stanno beate a bollire nel loro pentolone, col fuoco acceso sotto, ad aspettare di non avere più le forze per uscire (vedi: http://lerane.wordpress.com/il-principio-della-rana-bollita/ ).
    Spero di non essere stato troppo pesante, solo che mi scaldo quando le persone fraintendono qualcosa di puro e cercano di conformarlo…di renderlo banale!
    Riccardo.

  7. A dire il vero ho apprezzato molto di più il primo annuncio. Mi dava l’impressione che poteste avere bisogno anche di me, delle mie capacità, ma soprattutto del mio cuore. E di questi tempi al cuore delle gente nessuno ci guarda più.
    Ma purtroppo vivo a 230 km di distanza (ma sogno di poter tornare alla mia città natale, e i km sarebbero 360), con un bimbo piccolo (e il desiderio del secondo), un marito, un cane, suoceri nipote-dipendenti e un lavoro in atto che tutto sommato mi piace. Sicuramente quello che ha bloccato il mio curriculum al desktop del computer è stato sapere che per me un trasferimento è impossibile…
    Ma se accettate anche cuori a distanza fatemi un fischio, che il CV lo stacco dal desktop ;)

    • Quello su cui molto spesso dibattiamo è che la tecnologia di cui oggi disponiamo diffusamente è di molto superiore al buon uso che siamo in grado di farne. A nulla vale possedere un iOS4 o la sfilza di software precaricati su un sistema Windows se poi non li si sa’ usare; anche in questo caso ci va’ sapienza, non tanto e non solo nell’utilizzo degli strumenti ma nell’individuazione di ciò che veramente serve da quanto altro non è che pressione commerciale. In buona sostanza, “ovvio che pensiamo anche a collaborazioni a distanza” se no che ce ne faremmo di vivere nel 21° secolo? In questo il nostro ritornello “viviamo tempi straordinari”. Che aspetti; è ancora sul desktopo il tuo cv o ce l’hai già inviato?

  8. Io invece mi sono messa in macchina ed ho portato un cv… era estate, faceva caldo e mi sono imbattuta in una persona che, come me, “ha allargato le orizzonti” – o forse vede il mondo da diverse angolazioni… ed aperto alle diverse culture.
    Sono quì!!! e non è una favola.. Passione…? tanta quanto le gocce d’acqua che mi bagnano il viso in questi giorni!! proprio a Miagliano! MT

  9. ma come ho fatto a perdermi il vostro annuncio??
    è che in questo periodo non ho neanche tempo per respirare ^_^
    adesso vado ad aggiornarmi!!!

  10. La lana non è il mio materiale, ma mi piace, e mi piace mischiare tecniche, fare pasticci. Ho qualche idea bislacca che mi gira in testa, magari appena atterra con forma di qualcosa, vi faccio segno e sarete i primi a saperlo. Nel frattempo, vi invito a fare una passeggiata dalle mie parti.
    Care cose, e buona ricerca.
    Laura

  11. Ciao Valentina … io non so l’inglese ne il fracese…
    diciamo che io e le lingue straiere siamo su due pianeti diversi :((
    però ci provo comunque :)
    mi piacerebbe moltissimo poter collaborare con voi :))))))
    ti ho mandato una mail … con piccola presentazione e c.v. ..
    se ti va passa anche a dare un occhiata al mio blog.
    un abbraccio

  12. Per me che sono così lontana, nonostante le tecnologie e le lingue che domino, lavorare con voi è davvero solo un sogno… a meno che non abbiate bisogno di ambasciatori all’estero, anche se la diplomazia non è il mio forte ;)

  13. Ora però sono curiosa!
    Come procede con la ricerca dei collaboratori?

  14. Ciao Valentina,
    io ammetto di non aver letto il post…lo faccio ora perché oggi sono finalmente riuscita a venire a vedere “Wools of Europe”. Splendida mostra, e molto ben allestita.Sono stata intercettata da un gentile signore che mi ha mostrato le vostre lane, e da una altrettanto gentile signora che ci accolto coi i ferri sul tavolo ed un lavoro iniziato…mi é sembrato un ambiente magico! Per quanto mi riguarda l’inglese lo mastico benino e il francese dovrei rispolverarlo un po’…ahimé il tempo é tiranno…però una collaborazione a distanza creativo/logistico/artistica non mi dispiacerebbe…. :)
    Nel mentre un’idea dei miei “paciocchi” é visibile dalla pagina FB.

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