Archivi categoria: l’angolo di valentina

Farewell, Valentina


Valentina ci lascia. Era nell’aria e la sua palpabile irrequietezza ci aveva messo da tempo sul chi va là. Abbiamo goduto per sei mesi della ventata di freschezza che ci ha portato e confidiamo esserle stati d’aiuto sia sul piano professionale sia su quello umano.
La vogliamo ringraziare pubblicamente con queste righe. Se poi anche voi che l’avete conosciuta su queste pagine vorrete farle sentire forte il vostro “in bocca al lupo” scrivendole qualcosa, siamo sicuri ne sarà lieta.
Buona vita Valentina, e grazie.

gennaio 2012

E anche quest’anno è passato! Per alcuni è stato ricco di novità, per altri da dimenticare. Personalmente, è stato un anno molto interessante. E l’esperienza in questa “scatola di lana” ha arricchito le mie conoscenze e i miei orizzonti, oltre ad avermi dato per la prima volta la possibilità di sfruttare le competenze apprese all’istituto tessile che avevo sempre considerato poco utili… Ho scoperto un mondo che avevo sempre e solo immaginato, e interessi nuovi ed entusiasmanti che mai avrei pensato di fare miei. Come il lavoro a maglia, che nella mia ignoranza ho sempre ritenuto un passatempo per nonnette con la copertina sulle ginocchia, mentre sono rimasta stupefatta nell’apprendere che, oltre a essere tutt’altro che semplice, è anche incredibilmente diffuso tra le giovani donne! Ho imparato (parolone… diciamo che mi sono avvicinata a capire come funziona) a gestire il sito internet dell’azienda, a caricare le immagini, farne le descrizioni, stabilirne la posizione all’interno delle pagine… Un lavoro che si è rivelato arduo, ma gratificante. Sicuramente mi tornerà utile, e per questo motivo è stato già diligentemente aggiunto al mio curriculum.

V.

Epilogo

Da qualche tempo mi prudono di nuovo i piedi. E quando a Valentina prudono i piedi, finisce quasi sempre che la si può trovare in aeroporto. La direzione ancora non la so, ma penso che riprenderò in mano gli appunti presi prima di iniziare lo stage, dove avevo annotato le possibili destinazioni europee e i siti a cui poter appoggiarmi, per una nuova avventura in stile au-pair chissà dove! Sono stanca di stare a Biella, dove troppi sanno soltanto lamentarsi, dove quando chiedi a qualcuno che non vedi da mesi: «Ehi, come va? Novità?», quello ti risponde puntualmente: «Mah, va così… niente di nuovo». Ma insomma, che noia! Per questo motivo, mentre aspetto che quel paio di posti della zona a cui ho inviato il cv mi diano un riscontro, continuo a sfogliare siti e a mandare e-mail a famiglie e posti vari. Per ora credo di poter scrivere la parola fine su questo diario riguardante il mio percorso qui a The Wool Box, catalogandolo come esperienza positiva, sicura che mi aiuterà in futuro. Grazie a tutti, e a presto.

V.

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Valentina sotto la neve


6-18 dicembre 2011

Alla faccia della spolverata di neve! Venerdì, arrivati in vista di Aosta, mentre ero ancora in autostrada, abbiamo quasi girato la macchina per tornare indietro. Dal finestrino si vedevano i fianchi delle montagne più basse già spolverate di neve fresca. Dove ci trovavamo ancora non nevicava, ma evidentemente mancava poco. Non avendo mai montato le catene in vita mia, mi è preso il panico quando i primi fiocchi di neve, grossi come prugne, sono caduti pesantemente sul vetro. Diligentemente ci siamo accodati ai camion e ad alcune macchine che avevano rallentato in maniera prudente, mentre guardavo sbigottita le auto con targa locale sfrecciare alla mia sinistra. In poco tempo la situazione è peggiorata, e la neve ha iniziato ad attaccarsi all’asfalto,diventato già un manto bianco dove non passava la colonna di macchine. I fiocchi poi si sono fatti più leggeri e le macchine in sorpasso sono state sempre meno. Abbiamo tenuto duro fino a Saint Pierre, dove la situazione è diventata decisamente critica. Non si vedeva quasi più nulla, solo enormi fiocchi bianchi che oscuravano la visuale e coprivano la macchina a una velocità impressionante. A un certo punto le gomme da neve hanno smesso di tenere la strada, slittando senza riuscire ad avanzare di un metro, e ci siamo ritrovati di traverso in mezzo alla strada. In salita. Sono queste le situazioni che ti fanno pensare: «Ma perché? Perché a me? Perché non sono andata tre giorni al mare?». Usciti dalla macchina siamo stati investiti da una folata gelida. In un battito di ciglia eravamo coperti di neve come due ghiaccioli. Montate le catene, siamo ripartiti. Iniziava a farsi tardi, perché mettere le catene non è esattamente una cosa da tutti i giorni e ci ha portato via un bel po’ di tempo (ok, lo ammetto, siamo anche andati a chiedere aiuto a una coppia del posto… ma non si dice!). La parte più divertente comunque è stato il pezzo di strada tra Saint Nicolas e Vetan:  alle tre del pomeriggio non si vedeva più niente per cui, per vedere dov’erano le curve, dovevo usare il navigatore satellitare! Il giorno dopo fuori dalla porta di casa c’erano settanta centimetri di neve: da non crederci. Abbiamo fatto a pallate come bambini e ci siamo pure fatti prestare uno slittino da due bimbette! Due giorni interi di sole, che pacchia!

V.

19 dicembre 2011

Stasera abbiamo fatto la cena di Natale con i colleghi. C’erano tutti, dai capi ai semplici impiegati e magazzinieri. Accanto a ogni tovagliolo c’era una grossa caramella di carta, e ci è stato intimato di non toccarla assolutamente. La cena si è svolta in grande tranquillità, tra brindisi e chiacchiere. Ovviamente il discorso è caduto diverse volte sulla lana, come evitarlo? Finito di mangiare, dopo il caffè e il limoncello, ci è stato spiegato cos’era la caramellona di cartone. Si chiamano Crackers e appartengono alla tradizione inglese e si possono anche fare in casa. Cilindri di carta che, tirandone le estremità, si aprono in due, con un piccolo botto e tanti regalini a sorpresa. Un’idea originale e molto gradita. Ognuno conteneva una coroncina di carta dorata, e le foto imbarazzanti della serata dimostrano che non racconto frottole.

V.

20 dicembre 2011

M.T. mi ha fatto un regalo, non me l’aspettavo. Una bellissima borsa rossa di pelle. Non avevo mai avuto una borsa tanto grande: ci sta dentro il lavoro a maglia (e avanza un po’ di spazio anche per il ferro da stiro!). Regalo più che apprezzato, a cui mi dovrò abituare. Di solito raccatto una borsa dal cumulo di cose che mia madre non porta più, meglio se a tracolla, e la maltratto finché non cede e si distrugge… Mi sa che questa volta dovrò farci un po’ di attenzione.

V.

Valentina e i bizzarri ospiti di Wools of Europe


12 dicembre 2011

Oggi l’aria è più natalizia che mai. In ufficio stelline e palline di feltro penzolano ovunque, e un alberello piccino picciò che ho recuperato dalla soffitta ha trovato il suo posto accanto alla mia scrivania ed è stato addobbato fino a scoppiare. Le scrivanie, poi… Anche loro straripano, ma di fogli, fatture e appunti vari. Sembra che non si riesca a fare stare tutto in un solo posto, è pazzesco. L. ormai ha sempre i ferri in mano e sforna campioncini, cappellini, mantelline, scialli. È  una situazione piacevolmente caotica. È il genere di caos che precede le feste, dove tutti diventano frenetici e le strade sono invase da automobilisti storditi che sembrano aver scordato dove si trova il pedale dell’acceleratore! Ma manca poco a Natale e siamo tutti più buoni, no?

V.

13 dicembre 2011

Ho fatto un regalo di Natale al mio computer. Per la gioia del signor L., due graziose casse di discreta qualità che ho trovato in soffitta. Ora finalmente quando il capo non c’è i topini (io e L.) balleranno a ritmo di musica!

V.

14 dicembre 2011

Ma capitano tutti a me! Oggi pomeriggio sono venuti a visitare la mostra due signori piuttosto anziani. Uno alto alto e magro, l’altro decisamente più basso e calvo. Hanno iniziato a parlare del più e del meno con me e L., e ci raccontavano di fatti e misfatti di quando erano giovani. A un certo punto ho fatto per allontanarmi, perché avevo delle cose da fare, e il signore altissimo mi si è avvicinato e ha attaccato una filippica su una sua compagna di classe, che io conosco, su cui a suo tempo aveva fatto un pensierino, ma che poi si era sposata. «Come sta? Vero che è ancora una bella donnina? Un bel carattere, una gran bella persona…». Non la smetteva più! Cosa posso farci io se hai perso l’attimo? Comunque ho cercato di riavvicinarmi a L. e al signore più basso, che mi sembrava meno verboso, e invece la combinazione tra i due è stata come tra la nitroglicerina e la centrifuga: letale. A un certo punto, prima di riuscire a indirizzarli verso l’esposizione, il signore logorroico mi si è avvicinato a un palmo dal naso e mi ha detto: «Ma com’è che non ce n’erano di ragazze così alte ai miei tempi?». No comment. Credo di essermi lasciata sfuggire una risatina imbarazzata… Mezz’ora prima della chiusura, invece, si è presentato un ragazzino di quattordici anni. L’abbiamo accompagnato alla mostra, e intanto L. gli ha chiesto come mai fosse venuto a visitare l’esposizione. Risposta: aveva preso tre insufficienze oggi, e voleva posticipare più possibile il momento della resa dei conti in casa. Non fosse stato per la faccina seria e mortificata che aveva, mi sarei messa a ridere! L. gli ha spiegato che la strigliata era d’obbligo, e non perché la mamma fosse una strega, ma perché la scuola serve a noi per il nostro futuro, e le insufficienze ci devono aiutare a migliorare e a colmare le nostre lacune. Poco dopo gli ha telefonato la madre, infuriata, che gli ha intimato di rientrare a casa. Immediatamente.

V.

15 dicembre 2011

Stamattina sono entrata nel nostro magazzino. Che impressione: i mucchi di lana scelta che albergavano (ormai da quando sono arrivata qui) indisturbati in tutto lo spazio dello stabilimento, ora sono ordinatamente disposte in balloni rettangolari perfettamente incellofanati, tutti rigorosamente divisi per tipologia ed etichettati, pronti per essere mandati al lavaggio. Presto verranno spediti e il magazzino sarà completamente vuoto. E poi? Be’, in primavera cominceremo a ricevere la lana della nuova tosa, e nel frattempo avremo ricevuto tutti i prodotti ottenuti dalla lavorazione della lana della primavera passata.

V.

Valentina sotto l’albero


5 dicembre 2011

Inizia l’allestimento natalizio, e presto metteremo sul sito anche le ceramiche natalizie e tutti i prodotti della linea Natale, come i Babbo Natale rossi lavorati a maglia, con la testa fatta a mano, le ciotoline completamente lavorate a mano, perfette per metterci i gomitoli mentre si lavora a maglia, e le pecorelle che abbiamo vestito con maglioncini di lana Oropa bianca e rossa. Abbiamo fatto tutte le fotografie con l’albero di Natale sullo sfondo, piccolino e addobbato con le palline di feltro, con la scritta “Buon Natale” in otto lingue diverse, i pon-pon che abbiamo fatto io e L. qualche giorno fa con la nostra lana, e come neve abbiamo usato il nostro tops di lana Biellese. Adoro l’atmosfera natalizia! È proprio come quand’ero bambina: l’attesa, il freddo pungente, le luci, i regali mi mettono allegria e positività!

V.

7 dicembre 2012

Meraviglia delle meraviglie: oggi il mio amico Pier mi ha accompagnata a visitare il “piano nascosto” della fabbrica, un piano intermedio che fungeva con ogni probabilità da magazzino. È un posto magico, pieno di polvere e dal tipico odore di edificio abbandonato. Sembra quasi la scena di un film dell’orrore, con quei corridoi immersi nell’oscurità, i cavi elettrici pendenti dal soffitto basso e soltanto il debole cono di luce di una torcia elettrica portatile a illuminare dove mettere i piedi. Sarebbe pericolante e pericoloso, non fosse per la solidità dell’edificio che, nonostante sia dismesso da molto tempo (quest’ala della fabbrica è considerata ancora la parte “vecchia”), ha ancora un aspetto massiccio e non accenna a cedere. È stata un’esperienza emozionante. Quando siamo usciti di la, mi sono sentita come uno speleologo dilettante alla sua prima grotta.

V.

8 dicembre 2011

Oggi a casa mia abbiamo fatto l’albero! Palline, fiocchetti e decorazioni hanno riempito tutta la stanza, mentre io e la mia mamma eravamo tutte intente a scegliere il colore di fondo di quest’anno. Ogni anno ha un colore diverso: due anni fa era blu, l’anno precedente rosso e così via. L’anno scorso purtroppo io non c’ero, e non ho nemmeno voluto sapere di che colore fosse l’albero, è stato troppo traumatico il natale in piena estate! Quest’anno comunque la scelta è ricaduta sul bianco e oro. Abbiamo riesumato da un vecchissimo scatolone delle decorazioni che devono avere la mia età ma sono ancora bellissime. Fare l’albero di Natale è per me uno dei momenti più magici di tutto l’anno.

V.

9 dicembre 2011

Giornata di elaborazione grafica. E meno male, perché sono per tre quarti influenzata e non riuscirei a fare nient’altro che stare seduta a soffiarmi il naso! Comunque, sto lavorando sulle immagini dei prodotti di Natale, caricando sul sito le fotografie e aggiungendo la descrizione. Per fortuna non sono da sola in ufficio: L., M.T. e la nostra amica T. mi guardano intenerite ogni volta che tiro su col naso, e mi sembra di essere una bambina piagnucolosa in mezzo a tre mammine che mi coccolano. Speriamo che mi passi presto.

V.

Aspettando il Natale con Valentina


28 novembre 2011

Ancora si avverte lo strascico benefico della forte presenza di Agostina qui a The Wool Box. Sembra tra l’altro che si possa già parlare di una prossima data per il corso di feltratura manuale, magari in primavera. Ne sarei davvero felice. Oggi abbiamo lavorato alle nuove foto ambientate tra i colori d’autunno, e finalmente sono pronte anche quelle! Sto anche imparando alcuni rudimenti di contabilità, ma è piuttosto difficile. Il mio stage è quasi giunto al termine, e si avvicina la resa dei conti: il momento in cui dovrò dimostrare di aver imparato qualcosa di più che caricare due fotografie sul sito e chiacchierare con i nostri amici su Facebook. Comunque vada, sono contenta di questi sei mesi: mi hanno dato tanto e insegnato molte cose.

V.

29 novembre 2011

Tutti con l’influenza. Mi sembra di sentire starnutire e tirare su col naso dappertutto. Spero solo di riuscire ad evitarla quest’anno. Stasera devo immergermi nella ressa di Biella per comprare qualcosa per il compleanno di mia madre e per ultimare i regali di Natale. Muoversi nel traffico natalizio è uno strazio, sembra che la gente si dimentichi come si fa a guidare. Tutti hanno la precedenza, tutti hanno fretta e tutti cercano parcheggio puntualmente dove lo cerchi anche tu! Per questo di solito cerco di aver già fatto tutti i regali a fine novembre, in caso contrario potrei rischiare un esaurimento nervoso!

V.

01 dicembre 2012

Abbiamo l’albero di Natale! Il signor L. è andato a comperare un abetino vero su cui appendere le palline di lana e i Babbo Natale lavorati a mano e, chissà, magari anche le pecorelle col maglione. Sono così graziose… in ceramica, completamente lavorate a mano, così come le teste dei Babbi. Abbiamo anche delle ciotoline in ceramica dove si può appoggiare il gomitolo mentre si lavora a maglia, in modo che non rotoli sotto il divano. Io ne ho presa una: sto lavorando a dei guantini multicolore ed è un macello tra fili e gomitoli!

V.

2 dicembre 2011

Oggi è stata una giornata molto bella. Stamattina ho fatto colazione in cremeria con la mia amica del cuore, Ilaria. Poi, dopo una scappata veloce a casa a recuperare stivali, jeans e maglione per montare la cavallina, sono andata direttamente su. Quando l’ho recuperata dal suo recinto era impanata come una bistecca, e mi ci sono voluti 45 minuti per renderla presentabile. Non potevo certo metterle la sella sporca com’era, nonostante la pellaccia robusta e il pelo invernale si sarebbe piagata. Era la prima volta che la montavo da sola, e la seconda che la montavo in assoluto, e mi ha fatto un regalo grandissimo. Sono salita in sella dentro il recinto fangoso in cui si rotola abitualmente, ma il terreno è in discesa e il fango la faceva scivolare. Così siamo uscite e abbiamo raggiunto il prato subito dietro la sua stalla. Le orecchie diritte, il collo teso e le froge vibranti di curiosità, la cavalla si è avviata di buon passo verso il centro del prato, dove a un comando leggero ha iniziato a trottare in un largo cerchio. Sentivo però che aveva davvero tanta voglia di sfogarsi, allora l’ho portata sul piano e appena siamo arrivate sul lato più lungo del prato le ho chiesto il galoppo. L’emozione che mi ha trasmesso è stata il regalo più bello. L’aria frizzante e il sole del primo pomeriggio che ti accarezzano il viso, i muscoli del cavallo che si muovono eleganti e potenti al comando delle gambe, il suono ritmico degli zoccoli sul terreno, la criniera che danza nel vento… Una poesia fatta di sensazioni ed emozioni anziché di parole. Sono rimasta con un sorriso inebetito per tutto il pomeriggio. Non vedo l’ora di tornare da lei!

V.

Valentina va al mercato


21 novembre 2011

Sono arrivati i nuovi colori autunno-inverno: una meraviglia. Io e L. ci siamo tuffate negli scatoloni pieni di colori caldi e bellissimi, maneggiando i nuovi filati con gusto. Al momento il mio preferito rimane l’Arancio, ma sono innamorata anche del Verdone, del Blu Navy e del Marrone. In più abbiamo due filati “nuovi”: il Verbania, visto finora solo in color greggio, che ha una mano asciutta e solida ed è più indicato per la tessitura e per prodotti come borse e cappotti, e il Bose che invece avevo toccato solo sotto forma di tops, completamente diverso, vaporoso e soffice. Credo che un paio di guanti e una sciarpina sarà d’obbligo farli!

V.

22 novembre 2011

Vogliamo mettere i nuovi filati sul sito prima possibile. Sono troppo belli… Oggi abbiamo fatto le fotografie dell’ambientazione. Le ragazze sono state fantastiche e sembra si siano anche divertite molto. Peccato che dopo un po’ la temperatura abbia iniziato a scendere precipitosamente, e abbiamo dovuto ritirare tutto con le mani intirizzite dal freddo. Non mi piace il freddo, ma i colori dell’autunno inoltrato sono inimitabili. Quand’ero in Australia, la temperatura era il mio ideale: 20 gradi quando faceva fresco, 28 per il resto della giornata. Ma devo ammettere che la vista delle montagne innevate e degli aceri dalle foglie rosse che illuminano i lati delle strade mi è mancata tanto. Si può girare tutto il mondo, vedere cose meravigliose e uniche… ma l’emozione di annusare odori familiari e vedere luoghi che conosci come le tue tasche, è un appagamento unico che nessun altro posto può dare. Dopotutto sono convinta che ci sia un solo posto nel cuore di una persona che porta il nome di “casa”, e lo dice una giramondo!

V.

23 novembre 2011

Questa mattina mi sono concessa mezza giornata per girare il mercato di Cossato. È così tanto tempo che non ci vado, quasi due anni credo. Mi piacciono i mercati, sia quelli alimentari sia quelli d’abbigliamento, perché mi danno l’impressione che lì la gente sorrida sempre. Poi, diversamente dai negozi, non si rischiano raffreddori da sbalzi termici: si passa da una bancarella all’altra e c’è sempre la stessa temperatura, ci si cambia al freddo, magari nel retro di un furgone, e quando si parla con la gente si vedono le nuvolette del fiato che si condensano per il freddo. Chiunque dovrebbe concedersi ogni tanto il divertimento di immergersi nella folla, guardare i prezzi, passare oltre, provare, tornare indietro. Adoro svolazzare per il mercato!

V.

24 novembre 2011

C’è trepidazione nell’aria, soprattutto da parte mia. Domani arriverà un’insegnante che è anche una cara amica, Agostina Zwilling, feltratrice a mano. È una di quelle donne che io chiamo “figlie della natura”, ossia una persona che sa godere di tutto ciò che la circonda, che trasmette vibrazioni fortemente positive. Purtroppo non potrò seguire il corso di sabato né la presentazione di domani, ma conto di esserci domenica, seppure per poco. Ci tengo davvero moltissimo.

V.

25 novembre 2011

Le informazioni in mio possesso riguardo al progetto Wool/Water is life di Agostina Zwilling sono poche e frammentarie, dato che non sono riuscita a partecipare alla presentazione che si è tenuta a Pettinengo questo pomeriggio, a Villa Bellia. Il corso di sabato e domenica sarà centrato sulla realizzazione in feltro della ghirba, otre per trasportare l’acqua generalmente fabbricato in pelle conciata a mano e resa impermeabile. Come dice Agostina, «Noi donne siamo depositarie di vita, e l’acqua è vita». Da qui l’associazione del contenitore d’acqua all’utero, portatore di vita. Un altro tema che verrà trattato durante il corso sarà il significato del 9 settembre 2012. Il 9 è un numero forte. Nove sono i mesi della gestazione della donna, e il nono giorno del nono mese del 2012 verrà indetta la “giornata della ghirba”, che vedrà esposti tutti gli otri e le ghirbe realizzati durante il corso nei giardini e nelle piazze di vari paesi, con l’intento di sensibilizzare le persone e l’opinione pubblica nei confronti della lana del nostro territorio e di sensibilizzare le coscienze sullo spreco d’acqua e del tentativo di privatizzare un bene di cui non si può fare a meno, e che già ci costa caro.

V.

Valentina l’ammaliatrice


14 novembre 2011

Sono arrivati gli arazzi di Marilena Terzuolo. È un momento magico, perché finalmente ho la possibilità di vedere con i miei occhi i lavori di quest’artista, che crea le sue opere con telai a mano. La particolarità di questi arazzi è che, oltre a essere tutti diversi tra loro, spesso all’interno della stessa creazione non c’è un passaggio identico all’altro. Come per esempio Alba: realizzato in lana sarda e cotone e tinto con colori naturali, le sue minute lavorazioni in rilievo rendono unica ogni passata, e se ci si mette a controllare bene ci si accorge che spesso i disegni sembrano ripetersi, ma non sono mai, mai identici. È affascinante. Presto saranno tutti sul sito e non vedo l’ora di averli tra le mani, per conoscere ogni piccola differenza e tecnica di lavorazione utilizzata, anche se devo ammettere che i miei ricordi di tessitura sono un po’ sfocati…

V.

15 novembre 2011

La giornata di oggi è stata quasi interamente dedicata a spulciare gli arazzi uno per uno, per etichettarli e descriverli. Misurarli, numerarli, associare il numero alla descrizione fornitaci da Marilena è un’ottima occasione per capire come vengono create queste opere. Il telaio a mano moderno è diverso nella struttura e nell’utilizzo rispetto a quello industriale utilizzato un tempo nelle fabbriche, è più piccolo e leggero. Ma rimane un’arte il saperlo utilizzare. Chiunque può mettersi a telaio, se gli viene spiegato come si usa, e imparare a far passare la navetta della trama, battere il pettine, cambiare la disposizione dei licci dove passano i fili in ordito e così via. La vera magia sta nell’inventare passaggi nuovi, sperimentare, provare, e se non va bene disfare e provare ancora fino a trovare la quadra che permette di realizzare un capo unico. Ciò che più mi ha meravigliato dei lavori di Marilena è stata l’armonia con cui è riuscita a includere nelle sue opere materiali diversi, come succede nel piccolo Pryntyll, in cui si incontrano lana azzurra, juta, un nastro di seta azzurro, alcuni bastoncini di cannella e un ramo levigato dall’acqua di mare che Marilena ha trovato sulla spiaggia.

V.

17 novembre 2011

Nonostante le mille cose che sempre succedono qui tra l’esposizione, l’ufficio e i nostri molteplici ospiti, il torpore che s’impossessa di me nei mesi invernali a volte sembra prendere il sopravvento: lo sguardo perso nel nulla, la mente svuotata da ogni pensiero, nemmeno avessi raggiunto la pace dei sensi. Mi riprendo di solito mentre il signor L. mi sta dicendo o chiedendo qualcosa, ma puntualmente mi sono persa la parte iniziale della domanda. Che figure! Eppure è così, e mi accorgo che perdo la concezione del tempo, dimentico che giorno è, che ore sono, cosa devo fare… Non per noia, sia ben chiaro: qui non potrei annoiarmi neanche se volessi. Ci sono talmente tante cose da fare, persone da conoscere, nuovi prodotti da catalogare, che mi mancherebbe proprio il tempo materiale per farlo, e per fortuna! Ma è una questione stagionale, non ci posso fare nulla.

V.

18 novembre 2011

Direttamente dalla Scozia, oggi è arrivata la nostra insegnante di filatura, Deborah Gray. Il suo modo di fare dolce e materno mette subito a proprio agio, e il suo italiano praticamente perfetto è stato una sorpresa per me. So bene quanto la nostra lingua sia difficile da imparare per uno straniero, specie per chi parla inglese, perché la grammatica complessa e le nostre moltissime parole mettono in confusione. Addirittura ci sono italiani che non sanno parlare correttamente la loro lingua! È stato per me motivo di orgoglio vedere l’impegno di Deborah nel pronunciare correttamente termini difficili e specifici. Ma la cosa divertente è che, da quando è arrivata, il nostro ufficio si è riempito di filarini e di parole. Poi abbiamo portato il materiale per il corso nel nostro magazzino, e Deborah si è messa a controllare che fosse tutto a posto, accorgendosi che le mancava un po’ di olio per gli ingranaggi dei filarini. Ma nessuno qui ne aveva, nemmeno olio da cucina. Allora la sottoscritta, armata di fascino femminile e occhioni da cerbiatta, sono partita per la mia personale missione. La mia meta: il meccanico a duecento metri da noi che, ammaliato dal mio charme, mi ha concesso di portare via mezzo bicchiere di plastica di olio da motore. Romantico, vero? Sembrava un fumetto mentre si grattava la testa con aria interrogativa, chiedendosi perché mai una ragazza avesse bisogno di mezzo bicchiere di olio esausto… È anche per questo motivo che adoro il mio lavoro: c’è sempre qualcosa di divertente da fare!

V.