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Il nostro gregge, la nostra transumanza (ovvero chi siamo, chi vorremmo essere, dove stiamo andando)

Chi ha un po’ di confidenza con la rete, sa bene quale importanza abbia conoscere i propri interlocutori, poter dare loro un volto e tracciarne un profilo essenziale. Metterci la faccia ci sembra a questo punto un’attività irrinunciabile, un modo indispensabile per fare comunità, una premessa insostituibile per innescare un dialogo e condividere un progetto.

Per questo vi lasciamo una fotografia delle persone coinvolte in The Wool Box, con l’auspicio che il nostro gregge continui a popolarsi. Col tempo avremo modo di parlarvi di ognuno di noi, e non mancheranno le occasioni e le iniziative per conoscerci anche personalmente.

Appassionati e tecnici, allevatori e veterinari, designer e hobbisti, musicisti e cantori di storie, agronomi e storici, mamme e zie, sorelle e nonne: chiunque potrà prendere parte attivamente alla nostra comune missione, per dare vita a una sorta di “Wikilana” che coinvolga produttori e fruitori. Tra non molto, chi vorrà potrà visitare la nostra sede di Miagliano, scoprendo le meraviglie che la popolano, e soprattutto toccare con mano il più prezioso dei tesori, la nostra lana.

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Missione lana

La sensibilità per la lana va ben oltre il «mi punge» che – alzi la mano chi non lo ha mai detto alla mamma da bambino, magari tra le lacrime – ha caratterizzato un’epoca. Conoscere l’origine di un bene, poter risalire concretamente ai volti, alle mani, agli ingegni che hanno partecipato alla sua nascita, diventando consapevoli di fare parte attiva di una catena virtuosa, assume un valore che supera l’oggetto e ne disvela l’essenza, l’anima.

L’impegno per il recupero delle lane autoctone, per la scoperta, valorizzazione e visibilità delle lavorazioni sapienziali, per la partecipazione attiva di ciascuno al sostegno di un presente ecologico e sostenibile, ci sta mettendo in contatto con appassionati di lavoro a maglia, allevatori, veterinari, esponenti di comunità montane, sostenitori di mercati eco-solidali, associazioni, blogger e idealisti, tutti uniti dalla comune sensibilità per la lana. Le vostre email, le richieste di approfondimento, le segnalazioni di interesse, i percorsi che ci avete suggerito, le iniziative a cui ci avete invitato, sono un’ulteriore conferma della necessità di avviare un progetto comune per la tutela e la diffusione della cultura della lana.

Come anticipato nel post post precedente, abbiamo investito nella produzione di un filato autoctono, biellese, prodotto a partire dalla lana delle pecore che pascolano sulle montagne di casa nostra. Nel corso di quest’anno vorremmo, anche con la vostra partecipazione, attivare altre iniziative analoghe, tante quanti saranno gli allevatori che vorranno sposare la nostra idea di valorizzazione, tante quante saranno le attività in via di estinzione che individueranno in noi un supporto per sopravvivere agli tsunami omologanti.

Per questo vi invitiamo a informarvi sulle greggi, parlare con i pastori, appassionarvi alle loro storie, fare vostre le loro difficoltà e prospettive. Segnalateci le situazioni che vi sembrano interessanti, gli armenti che ritenete da salvaguardare, scoprite le attività locali che uniscono passione, tradizione e sapienza, informateci sui progetti che condividono la nostra “lanosofia“: abbiamo in cantiere numerose iniziative che man mano vi presenteremo e in cui saremo felici di coinvolgervi.