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Valentina e i bizzarri ospiti di Wools of Europe


12 dicembre 2011

Oggi l’aria è più natalizia che mai. In ufficio stelline e palline di feltro penzolano ovunque, e un alberello piccino picciò che ho recuperato dalla soffitta ha trovato il suo posto accanto alla mia scrivania ed è stato addobbato fino a scoppiare. Le scrivanie, poi… Anche loro straripano, ma di fogli, fatture e appunti vari. Sembra che non si riesca a fare stare tutto in un solo posto, è pazzesco. L. ormai ha sempre i ferri in mano e sforna campioncini, cappellini, mantelline, scialli. È  una situazione piacevolmente caotica. È il genere di caos che precede le feste, dove tutti diventano frenetici e le strade sono invase da automobilisti storditi che sembrano aver scordato dove si trova il pedale dell’acceleratore! Ma manca poco a Natale e siamo tutti più buoni, no?

V.

13 dicembre 2011

Ho fatto un regalo di Natale al mio computer. Per la gioia del signor L., due graziose casse di discreta qualità che ho trovato in soffitta. Ora finalmente quando il capo non c’è i topini (io e L.) balleranno a ritmo di musica!

V.

14 dicembre 2011

Ma capitano tutti a me! Oggi pomeriggio sono venuti a visitare la mostra due signori piuttosto anziani. Uno alto alto e magro, l’altro decisamente più basso e calvo. Hanno iniziato a parlare del più e del meno con me e L., e ci raccontavano di fatti e misfatti di quando erano giovani. A un certo punto ho fatto per allontanarmi, perché avevo delle cose da fare, e il signore altissimo mi si è avvicinato e ha attaccato una filippica su una sua compagna di classe, che io conosco, su cui a suo tempo aveva fatto un pensierino, ma che poi si era sposata. «Come sta? Vero che è ancora una bella donnina? Un bel carattere, una gran bella persona…». Non la smetteva più! Cosa posso farci io se hai perso l’attimo? Comunque ho cercato di riavvicinarmi a L. e al signore più basso, che mi sembrava meno verboso, e invece la combinazione tra i due è stata come tra la nitroglicerina e la centrifuga: letale. A un certo punto, prima di riuscire a indirizzarli verso l’esposizione, il signore logorroico mi si è avvicinato a un palmo dal naso e mi ha detto: «Ma com’è che non ce n’erano di ragazze così alte ai miei tempi?». No comment. Credo di essermi lasciata sfuggire una risatina imbarazzata… Mezz’ora prima della chiusura, invece, si è presentato un ragazzino di quattordici anni. L’abbiamo accompagnato alla mostra, e intanto L. gli ha chiesto come mai fosse venuto a visitare l’esposizione. Risposta: aveva preso tre insufficienze oggi, e voleva posticipare più possibile il momento della resa dei conti in casa. Non fosse stato per la faccina seria e mortificata che aveva, mi sarei messa a ridere! L. gli ha spiegato che la strigliata era d’obbligo, e non perché la mamma fosse una strega, ma perché la scuola serve a noi per il nostro futuro, e le insufficienze ci devono aiutare a migliorare e a colmare le nostre lacune. Poco dopo gli ha telefonato la madre, infuriata, che gli ha intimato di rientrare a casa. Immediatamente.

V.

15 dicembre 2011

Stamattina sono entrata nel nostro magazzino. Che impressione: i mucchi di lana scelta che albergavano (ormai da quando sono arrivata qui) indisturbati in tutto lo spazio dello stabilimento, ora sono ordinatamente disposte in balloni rettangolari perfettamente incellofanati, tutti rigorosamente divisi per tipologia ed etichettati, pronti per essere mandati al lavaggio. Presto verranno spediti e il magazzino sarà completamente vuoto. E poi? Be’, in primavera cominceremo a ricevere la lana della nuova tosa, e nel frattempo avremo ricevuto tutti i prodotti ottenuti dalla lavorazione della lana della primavera passata.

V.

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Valentina, la regina dei bottoni


7 novembre 2011

Domenica abbiamo avuto davvero tanti visitatori al Wools of Europe, con un’affluenza media di una ventina di persone ogni mezz’ora. Alcuni sono arrivati perché hanno sentito parlare del nostro punto vendita, altri erano del posto e hanno approfittato della giornata di pioggia per venire a vedere cos’è questa mostra di Miagliano di cui hanno parlato alla radio. È stato molto bello, un vero punto d’orgoglio per noi. In più uno degli ospiti si è fermato a raccontarmi quello che sapeva dell’ex Cotonificio Poma, dove lavorava suo nonno. Mi ha parlato di quando, verso la fine dell’anno scolastico, andavano davanti alle scuole a chiedere ai bambini di terza elementare se fossero interessati a lavorare per i mesi estivi nel cotonificio, e di come, nella pausa della merenda, distribuissero pane e cioccolato, allora molto difficile da trovare lontano dalle città. I ragazzi bevevano da secchi pieni d’acqua muniti di mestoli e quando la “direttrice” batteva le mani e diceva: «Fine della ricreazione!», i ragazzi tornavano al loro lavoro. È stato incredibile ascoltare il suo racconto, di cui non conoscevo nulla. Assolutamente affascinante!

V.

8 novembre 2011

Oggi ho incontrato una mia ex insegnante del liceo. È venuta a visitare la mostra, e inizialmente non l’ho riconosciuta, nonostante avesse un volto familiare. Mi ha fatto il terzo grado su cosa facessimo, da dove venissero le lane, perché le avessimo qui noi, con un atteggiamento che mi ha messo a disagio. Dopo un po’ mi ha riconosciuta ed è iniziata una discussione sulle scuole che avrei volentieri evitato. Alcuni insegnanti sono riusciti a lasciarmi qualcosa, altri no. Lei purtroppo fa parte della seconda categoria. Un’amica su Facebook li chiama “gli equilibristi”: quelli che, da dove ti stanno, non sono ancora caduti. L’ho trovata una definizione sensazionale.

V.

9 novembre 2011

Oggi il signor L. ci ha fatto morire dal ridere. Ha preso il bellissimo cappellino di lana Oropa grigia che mette sempre quando piove, e ci ha applicato in cima un pon pon di lana rossa. Non che stia male, per carità. È solo simile a un buffo fumetto di cui non ricordo il nome… Non riesco a guardarlo con addosso quel berretto senza scoppiare a ridere!

V.

11 novembre 2011

Oggi è stata una splendida giornata di sole e ne ho approfittato per andare a trovare la mia cavallina. Bella sporca, si era rotolata nel fango come una bistecca impanata! D’altronde, per quanto sembri assurdo, è questo il modo in cui si puliscono dalla polvere del sudore sotto il pelo. Ho provato a farla girare un po’ al trotto con la corda lunga, ma non ha gradito più di tanto. Mi sa che ci sarà un bel po’ di lavoro da fare insieme. Per ora continuerò a farla trottare così, almeno finché non viene ferrata e il terreno diventa un po’ meno molliccio. Poverina, scivola e slitta in continuazione! Al lavoro invece ho quasi finito del tutto la pagina dei bottoni. Per la prima volta è tutto fatto da me: fotografie, impostazione, ritocchi, descrizioni (ancora da terminare), tutto tutto! Sono proprio orgogliosa!

V.

Valentina: il fascino senza trucco del Biellese


2 novembre 2011

Woo-hoo!!! Ho festeggiato Halloween quest’anno, ed è stato spettacolare! Gente vestita da Dracula, da zombie, da streghe… In un locale ho incontrato quattro puffi! Puffo Quattrocchi (con tanto di faccia blu e occhiali), puffo Forzuto con il cuoricino disegnato sulla maglia azzurra, un puffo che non saprei dire chi fosse e Puffetta, parrucca bionda e vestitino bianco… Che forte! All’uscita dallo stesso locale, in piedi, incappucciata e a testa china, c’era nientemeno che la Nera Signora, falce alla mano, che devo ammettere si era calata piuttosto bene nella parte e faceva quasi paura. Io invece ho passato due ore a truccarmi, e devo dire che tutti mi hanno fatto i complimenti per la ragnatela che mi ricopriva la faccia.

V.

3 novembre 2001

Ci stiamo spremendo le meningi per pensare ai kit natalizi. Le idee che abbiamo partorito finora sono eccezionali. Ci sarà da divertirsi! Il sito cresce a vista d’occhio: sempre nuove idee, nuovi pattern, nuovi prodotti, e soprattutto sto imparando finalmente a organizzarlo!

V.

4 novembre 2011

The Wool Box sta reclutando nuove leve. L’abbiamo segnalato sul sito e abbiamo avuto poche risposte, così il signor L. ha dato una tirata d’orecchie ai nostri fedeli lettori del blog, a cui è seguita un’accesa discussione tra chi pensa sarebbe meglio definire cosa cerchiamo e chi invece scorge in ciò che abbiamo scritto qualcosa di più vasto. Mi ha fatto molto piacere vedere che, nonostante queste persone avessero idee diverse, hanno espresso le proprie opinioni liberamente e rispettosamente. In più sembra davvero che ci siano persone interessate a lavorare con noi. Sono molto soddisfatta!

V.

5 novembre 2011

Pomeriggio pigro. Non vedo tante persone qui al Wools of Europe, almeno non quante ne vorrei vedere. Pensavo che avrebbe suscitato maggiore interesse, ma sembra che a pochi importi realmente quel che si fa qui nel Biellese. Poi però ci si lamenta in continuazione: «Eh, ma qui non succede mai nulla!», «Mai che ci sia qualcosa di nuovo…». Troppo facile! Tanto anche quando c’è qualcosa nessuno risponde agli stimoli. Tutte quelle chiacchiere sull’apatia di questo territorio, ma alla fine siamo noi i primi responsabili se non accogliamo le belle proposte che offre e ne sminuiamo le potenzialità. Un mio amico tre anni fa è venuto a trovarmi da Bologna. Ha alloggiato in una pensioncina a Candelo che ha trovato familiare e accogliente, ha visitato il Ricetto e l’ha trovato interessantissimo, ha visitato il centro di Biella, via Italia, il Duomo, Riva… Per una persona che arriva da fuori, anche la piccola Biella ha il suo fascino! Bisogna solo imparare a valorizzarlo. Ma prima ancora è fondamentale saperlo riconoscere.

V.

Lavora con noi


Prendetela per quel che è, ossia una provocazione: il nostro progetto è nato con ben altri scopi, ma oggi questa bruma autunnale è diventata un pretesto per fare il punto su situazioni che da tempo ci frullano in mente e non siamo ancora riusciti a connotare chiaramente. In buona sostanza tutto gravita intorno all’enfasi che, nelle comunicazioni ufficiali (non solo sul blog, ma anche sui canali di advertising, tradizionali e online) relative al varo del nostro nuovo sito di etc-commerce, è stata data alla sezione Lavora con noi.

Ebbene, a distanza di una decina di giorni, a fronte di qualche decina di migliaia di clic, i curriculum ricevuti sono stati la bellezza di… due. Siamo stati forse poco attraenti? Non siamo riusciti a essere sufficientemente affascinanti? Troppo vaghi? Poco concreti? Probabilmente tutto questo e molto altro ma, consentitecelo, la propensione a mettersi in gioco, a inventarsi un futuro, a scommettere su se stessi, ci sembra tragicamente molto ridotta. Hanno risposto, immediatamente, un fotografo professionista di livello internazionale e una dottoressa di ricerca iper specializzata in sistemi interfaccia uomo-macchina: professionisti entrambi di elevatissimo profilo e buon reddito corrente. Da altri amici abbiamo ricevuto conferma del fatto che, se non fosse che un lavoro già ce l’hanno, il curriculum l’avrebbero inviato immediatamente. Qualcuno aveva anche azzardato: «Ma siete proprio sicuri di volerlo fare? Di questi tempi, attendetevi d’essere travolti da un mare di email». E invece, due soli riscontri.

Siamo rimasti esterrefatti e di questo stupore vogliamo rendervi partecipi. Ci attendevamo aspiranti designer o creativi del knitting, sarte, fumettisti, blogger e smanettoni. Figli e nipoti delle nostre lettrici, entusiasti o quanto meno intenzionati a immaginare un possibile percorso professionale, o comunque curiosi di scrivere loro stessi. Non è andata così.

Per questo ci siamo interrogati e vi interroghiamo: forse il mercato del lavoro è più flessibile di come viene descritto, o magari la fiducia nelle proprie possibilità è talmente ridotta da non azzardare nemmeno l’inoltro di un curriculum. oppure l’assenza di garanzie vitalizie è condizione sufficiente a scartare a priori ogni possibilità di rapporto… Non sappiamo quale sia la risposta e per questo vi chiediamo aiuto.

In ultima analisi ci pare un’ipotesi possibile che il lavoro ai ferri, al telaio, le arti manuali siano ancora relegate al mondo degli hobby, dei passatempi, e che risulti difficoltoso intuire percorsi professionali legati alla lana anche nelle sue declinazioni profittevoli. È vero che tutto ciò spesso rientra nel panorama dell’approssimazione e del fai da te, del mordi e fuggi, della superficialità dei barbari descritti da Baricco, ma Emma, Agostina, Deborah, Helene e molti altri, specie in quel Nord Europa, Canada e Stati Uniti che spesso guardiamo con ammirazione, ci dicono che non è così, che c’è un mondo non solo affascinante quanto produttivo dal quale si può trarre reddito. Ci confermano che si può essere tecnologicamente avanzati e socialmente appagati anche occupandosi di lana, con il presupposto di farlo con sapienza, diligenza, strumenti appropriati e una sana visione del futuro. È proprio questo il gap, il divario che separa l’allevatore neozelandese da quello italiano, la master knitter inglese da quella nazionale. Un vero peccato.

Il peccato è soprattutto l’abitudine tutta nostrana di arrivare ogni volta un po’ in ritardo, con gli addetti che stanno già rimuovendo il cartello del traguardo, e di contestare il giudice di gara mentre guardiamo con invidia gli atleti stranieri che hanno per primi tagliato il filo di cotone. Ci vogliono invece sapienza, costanza, pazienza, volontà di apprendimento, elasticità, orgoglio per quel che si è, si sa e si sa fare: solo in questo modo possiamo pensare di determinare il futuro ed evitare di diventarne le vittime.

Per il momento, oltre a invitarvi a dirci cosa pensate di queste “meditazioni”, vi lasciamo con una richiesta esplicita, un annuncio di lavoro in piena regola:

Per l’implementazione del sistema Wools of Europe ricerchiamo una risorsa volenterosa, appassionata di lavorazioni tessili artigianali, in grado di comunicare correttamente in inglese e francese, alla quale affidare la gestione dei contatti in essere e lo sviluppo del progetto. Se interessati, inviare il proprio cv a info@thewoolbox.it.

Valentina: l’arte di mettere una toppa


17 ottobre 2011

È una storia infinita. Sto parlando dell’idea del signor L. di tappezzare tutto l’ufficio con il feltro, fino all’altezza di un metro e mezzo. L’idea in sé non è affatto male, è la sua realizzazione che mi devasta. Al solo pensiero di quanto ci avremmo messo a ricoprire le pareti con carta da parati invece che con la lana, mi prende lo sconforto. Ci sto impiegando ore su ore, e il risultato ancora non si vede. In più ho sbagliato a riportare delle misure su un pezzo di feltro, e ora mi ritrovo a dover fare una toppa. Speriamo di venirne a capo, perché non sopporto più la smorfia che faccio ogni mattina, quando entro in ufficio e vedo quel maledetto rotolo di feltro parcheggiato in un angolo.

V.

18 ottobre 2011

Personaggi di rilievo oggi in visita a Wools of Europe. Purtroppo era il mio turno di stare in ufficio, e li ho solo visti arrivare ed uscire, ma tra le persone che ho notato c’era anche una giornalista. Ci farebbe comodo un po’ di pubblicità, tanta gente ancora non sa che cosa ci sia qui.

V.

19 ottobre 2011

Questa mattina L.&L., con l’aiuto della nostra M.T., hanno portato giù dal piano superiore un bellissimo tavolo risalente ai tempi del cotonificio. Lo sappiamo perché sotto di esso L. ha trovato un’etichetta decorata con la data scritta a mano. L’idea era quella di utilizzarlo come banco scolastico per il corso che si terrà sabato con Emma Fassio, ma poi il signor L. ha detto che sarebbe stato molto più bello se fosse diventato il “tavolo delle coperte”, e così io e L. l’abbiamo foderato con della stoffa nera, e ora si trova in bella vista davanti all’ingresso, con sopra esposta la mitica cesta della lana e le coperte del territorio.

V.

20 ottobre 2011

Ne succedono di tutti i colori qui a Miagliano, nonostante sia un paesino davvero minuscolo. Oggi, in uno dei budelli che usano qui al posto delle strade, si è consumata una piccola tragedia (per modo di dire, ovviamente): un camioncino (non un TIR con rimorchio, un camion normale) ha sbagliato a prendere le misure di manovra e ha cozzato contro un balcone, vaporizzandolo, tranne che per qualche gigantesco detrito che si è delicatamente poggiato sul manto stradale, con il rumore di una slavina. Abbiamo quasi pensato che ci fosse un terremoto…

V.

21 ottobre 2011

Ennesima giornata passata a tappezzare il muro. Sto cominciando a non poterne più, così oggi ho preso due spiccioli e sono andata in missione “colla per tessuti”. Un tubetto grosso quanto un ago da insulina costa circa 5 euro… Alla fine ho comprato del Bostik. Ha un odoraccio, è super chimico ma non costa come un litro del mio sangue! Di bello c’è che alle cinque del pomeriggio eravamo tutti sorridenti e strafatti per i vapori della colla, e due pareti sono praticamente finite. Come anche il tubetto da 125 g di Bostik. Il resto dovrà attendere mercoledì, quando sarò tornata dal week end (lungo) a Londra. Goodbye!

Valentina: c’era una volta la lana…


11 ottobre 2011

Mi sto facendo una cultura, non solo in fatto di lavorazione della lana, ma soprattutto sulle persone che hanno lavorato una vita in questo edificio, al tempo in cui si chiamava Lanificio Botto o prima ancora Cotonificio Poma. Oggi ho passato mezz’ora ad ascoltare un ex tessitore che mi ha raccontato dei suoi otto anni tra queste mura. Si iniziava come annodatori, mi ha spiegato: i ragazzi giovani arrivavano e venivano messi ad annodare i fili dell’ordito. L’annodatura è un’operazione piuttosto delicata. Da tempo viene fatta con macchinari appositi, uno dei quali è in esposizione qui da noi, ma prima di questi, quando il subbio dell’ordito finiva, non se ne metteva un altro facendo passare di nuovo tutti i fili attraverso i licci e il pettine, ma si annodavano a mano i nuovi orditi a quelli precedenti. Se il nodo veniva fatto in mezzo all’ordito, il pettine battendo rompeva il filo. Bisognava quindi fare il nodo ad un’estremità. Il mio nuovo amico mi raccontava che si doveva fare la gavetta all’annodatura per due o tre anni prima di venire messi al telaio, e si doveva imparare il mestiere nel frattempo guardando i tessitori lavorare. Sarei rimasta ad ascoltarlo per ore…

V.

12 ottobre 2011

C’è stata una piccola discussione riguardo all’organizzazione della mostra. In realtà non mi permetterei mai di sollevare questioni sull’esposizione in sé, poiché non ci capisco nulla, ma stamattina sono arrivata alle nove, come ogni giorno, e ho iniziato subito le pulizie dello spazio che ospiterà Wools of Europe. Invece secondo i miei colleghi avrei dovuto aspettare mezz’ora prima dell’apertura della mostra, in modo da fare tutti lo stesso lavoro nello stesso modo e al medesimo orario. Mi hanno fatto notare che per pulire devo usare la corrente e per farlo devo accendere le luci, e questo significa mezz’ora in più al giorno di luci accese. Che nella singola giornata può sembrare un nonnulla, ma se rapportato alla settimana intera, e quindi ai tre mesi di esposizione, genera un costo rilevante. Insomma, mi sono presa un bel giro di torchio! Anche se sono stati tutti molto comprensivi e delicati nel riprendermi. Alla fine stiamo ancora cercando di stabilire delle procedure che siano ripetibili da tutti, perché la mostra non sarà sempre aperta dalla stessa persona.

V.

13 ottobre 2011

Che meraviglia! Oggi ho conosciuto una signora di Andorno della veneranda età di 101 anni. Sorda, con la vista annebbiata e sulla sedia a rotelle, riesce comunque a trasmettere tanta vitalità da far venire l’invidia. È venuta accompagnata da Paola, altra nostra interessantissima conoscenza della zona, che lavora al telaio. Proprio lei mi ha raccontato che questa signora ha lavorato una vita intera e ancora si dà da fare, così ho domandato all’ultracentenaria se fosse disposta a parlarmi della sua esperienza, e lei ha accettato. Mi ha detto di aver iniziato a lavorare a dodici anni, e di essere rimasta nella stessa azienda per ben quarantatré anni di seguito. Ha visto la fabbrica cambiare nome. Mi ha rivelato di non aver mai voluto figli, così da avere il marito sempre tutto per sé, e di non avere nessuna intenzione di andarsene perché «Come si fa a morire quando ci sono così tante cose da vedere?». Che sagoma! Se mai arriverò a quell’età voglio essere proprio come lei: vivace e spiritosa, con ancora tanta voglia di vivere e di imparare.

V.

14 ottobre 2011

Oggi sono arrivate tre signore per visitare l’esposizione. Come al solito mi sono attaccata a quella più anziana, per farmi raccontare la sua esperienza. Sembra davvero che ogni abitante del biellese abbia in qualche modo lavorato nel campo del tessile laniero. D’altronde è di quello che siamo vissuti per due generazioni e forse più… Mi appassiona questa nuova esperienza di confronto e arricchimento, spero che la mostra continui ad attrarre persone interessanti.

V.

Valentina: un’ape operosa tra i fili di lana

3 ottobre 2011

Oggi si imbianca! Dobbiamo rendere accogliente la zona dell’ingresso riservata all’esposizione del Wools of Europe. Io avrei preferito un colore diverso dal bianco, e una consulenza esterna ci aveva anche consigliato il grigio, magari chiaro per non togliere troppa luce, ma sarà il signor L. a decidere, anche in base al tempo a disposizione. L’incontro di sabato con la cavalla (si chiama Piccola) è stato più triste che deludente. Quando sono arrivata alla stalla con il proprietario abbiamo avuto una brutta sorpresa: si era azzoppata in chissà che modo… Mi ha fatto talmente tanta pena vederla arrancare in giro per la stalla cercando di non appoggiare il peso sull’arto dolente, che me ne sono dovuta andare, e sono rimasta di umore tetro per tutta la giornata.

V.

4 ottobre 2011

Non ho resistito. Oggi nella pausa pranzo L. mi ha accompagnato da Piccola. Sembra che stia un po’ meglio di sabato, ma appoggia ancora poco il piede. Sono perseguitata dalla sfortuna. L’amico che mi ha parlato di questo animale ne ha preso uno anche lui, un maremmano nero, e mi ha proposto di provarlo. Ma – guarda un po’ – la testiera era troppo piccola per il suo testone e non siamo riusciti a farci passare le orecchie, e così di nuovo nulla di fatto! Mi tocca aspettare che trovi delle redini adatte, oppure che Piccola si rimetta (e non so chi dei due ci metterà più tempo). Nel pomeriggio abbiamo finito di imbiancare e, dopo aver pulito tutto e raccolto le coperte e la spazzatura, non mi rimaneva nemmeno più la forza di sospirare. Ma è venuto davvero bene, e siamo perfettamente nei tempi. Sabato sarà emozionante, non vedo l’ora!

V.

5 ottobre 2011

Ho ripreso il lavoro “d’ufficio”, con il sito e tutto il resto. Sono arrivati per posta due nuovi pattern, belli e relativamente alla portata di tutti, e ora sono pronti sul sito. Dopodiché mi sono dedicata all’interminabile ma indispensabile compito dell’etichettatura. L. preparava le etichette e io le mandavo in stampa. Poi è arrivato il momento di abbinarle ai vari prodotti, ed è stato il panico: quale diavolo era la “sciarpa melange trama chiara”? E dove ho visto la differenza tra “trama grigio chiaro” e “trama grigio scuro”? Dopo un po’ per fortuna abbiamo iniziato a capirci qualcosa e siamo andate avanti più spedite. Meno male, perché iniziavo a pensare che saremmo state sepolte dalle sciarpe!

V.

6 ottobre 2011

Brutta notizia: i prezzi delle sciarpe non erano quelli che abbiamo usato, ma quelli segnati sul sito (non mi ero nemmeno accorta fossero diversi… mi sa che ho bisogno di un cervello nuovo). Risultato? Rifare il lavoro. Stamattina oltretutto L. non c’era, e mi sono sorbita le operazioni di prepara-stampa-attacca tutte da sola… Fortuna che avevo portato con me il lettore Mp3. Alla fine conoscevo i prodotti quasi a memoria, e in un’ora avevo già terminato tutto il lavoro. Stasera andrò al compleanno di un’amica, pizza e torta… addio dieta! Ma dopo questa sfacchinata direi che me lo sono meritato. Sabato è sempre più vicino, e si sente nell’aria la tensione dell’attesa che c’è sempre all’inaugurazione di un evento. È emozionante.

V.

7 ottobre 2011

Oggi non ho visto L. per tutto il giorno. È stata spedita a organizzare la nostra postazione nell’esposizione Wools of Europe, mentre io sono rimasta al solito posto, tra sito, etichette (no, non le sciarpe per fortuna), Wool Boxes, pattern e gente che intanto mi portava via i tavoli da sotto le mani, per portarli nella sede dell’esposizione. Alla fine mi sono ritrovata da sola in un salone completamente vuoto tranne che per le nostre scrivanie e i computer, a montare le scatole in piedi, usando come tavolo l’ultimo mobile rimasto. Per tutto il giorno ho cercato di tenermi in movimento, perché tira un vento freddo che congela le ossa, e nonostante il cielo limpido e il sole, ho avuto parecchio freddo. Si sta avvicinando l’inverno. E con l’inverno arriva il Natale. E con lui i miei regalini, che sono ormai diventati quattro, e sono sempre più complessi: ho imparato a fare le trecce!

V.